Dagli abusi edilizi agli affidamenti di forniture e manutenzione del verde comunale

Scioglimento del Consiglio comunale di Sarno: non solo i rapporti con parenti di Massimo Graziano e le assunzioni. All’amministrazione comunale vengono contestati anche altri aspetti, oltre alle procedure di reclutamento del personale.

GLI ALTRI MOTIVI
LA FORNITURA
Tra gli altri elementi che hanno portato alla decisione di sciogliere il Consiglio comunale figurano alcuni affidamenti. Tra questi, il noleggio di service audio e luci per l’organizzazione di eventi: tra il 2019 e il 2025 sarebbe emerso il «consolidamento di una posizione di favore nei confronti di una ditta»
In particolare, viene richiamata una determina del responsabile degli Affari Generali del 20 ottobre 2024 con la quale il servizio sarebbe stato affidato a una ditta senza alcuna preventiva indagine di mercato. Un’unica impresa sarebbe stata interpellata e scelta per la diligenza e la vasta esperienza maturata nel settore degli eventi.
L’avviso esplorativo per individuare operatori economici interessati all’affidamento è stato pubblicato soltanto il 3 dicembre 2024. In maniera ritenuta anomala, il termine per la presentazione delle domande è stato fissato all’8 dicembre 2024, mentre la richiesta di eventuali chiarimenti è stata prevista, immotivatamente, per il 9 dicembre 2024.
A presentare la domanda è stata una sola ditta.

IL PARCHEGGIO DELLA DITTA CONSERVIERA
È stata concessa a una società di capitali una parte dell’area mercatale come parcheggio di veicoli pesanti a supporto della campagna del pomodoro 2025. La relativa delibera è stata pubblicata all’albo pretorio soltanto l’11 agosto 2025 e non sarebbe stata effettuata alcuna ricerca di mercato.
Il socio di maggioranza e amministratore unico della società risulterebbe essere parente di un pregiudicato con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, nonché collegato ad ambienti camorristici.

IL VERDE PUBBLICO
Sotto la lente della commissione anche l’affidamento diretto a una ditta del servizio di manutenzione del verde pubblico sul territorio comunale. Secondo quanto riportato nella relazione, l’impresa affidataria non avrebbe avuto pregresse esperienze nel settore specifico e le opere sarebbero state abbondantemente sovrastimate rispetto alle effettive necessità.
Anche in questo ambito viene rilevato «un complessivo quadro di mala gestio della res publica».
IL PUC
La relazione prefettizia evidenzia che, dopo un lungo e complesso iter amministrativo, il 20 marzo 2025 il Consiglio comunale di Sarno ha approvato la variante al Puc, modificando il principale strumento di pianificazione territoriale a livello locale e incidendo in maniera significativa sulle opere e sugli indici di urbanizzazione delle aree interessate.
Nelle zone comprese nel Piano urbanistico comunale sarebbero stati acquistati immobili da parte di alcuni amministratori comunali o di loro congiunti, che avrebbero poi partecipato alle sedute deliberative.
La variante al Puc ha modificato anche alcune aree comprese negli Ambiti di trasformazione per attività produttive (Atp), destinate ad accogliere imprese del terziario innovativo e della produzione avanzata. Anche in queste aree la commissione d’accesso ha rilevato acquisti di terreni da parte di un consigliere comunale successivamente all’avvio della variante urbanistica.

IL PUA
Nella relazione della commissione emerge uno stretto legame tra il sindaco di Sarno e una famiglia di imprenditori che lo avrebbe sostenuto nelle elezioni amministrative del 2024.
Rapporti che, secondo la commissione, sarebbero alla base dell’accelerazione dell’iter approvativo del Piano urbanistico attuativo (Pua), comparto Atp 05, già presentato per l’approvazione nel settembre 2021 e di interesse per gli stessi imprenditori.
Dopo l’insediamento del sindaco, l’Ufficio tecnico comunale avrebbe reiteratamente chiesto al progettista incaricato di apportare integrazioni alla pianificazione. Quest’ultimo, invece, avrebbe richiesto l’approvazione della rimodulazione del piano.
Per la commissione, tale iniziativa sarebbe collegata a una proposta di project financing di iniziativa privata, alla quale «sarebbe interessata una società il cui amministratore e dominus appartiene alla menzionata famiglia imprenditoriale».
GLI ABUSI EDILIZI
La commissione d’indagine ha approfondito l’esame di alcuni fascicoli relativi ad abusi edilizi, rilevando difficoltà organizzative e criticità nei rapporti tra gli uffici comunali competenti. In particolare, viene richiamato un accertamento richiesto nel 2021 dall’autorità giudiziaria riguardante presunti interventi edilizi abusivi effettuati su un immobile riconducibile a una persona legata a Massimo Graziano.
Nonostante numerosi solleciti e ripetute interlocuzioni tra la Polizia locale e l’Ufficio tecnico comunale, quest’ultimo avrebbe effettuato i sopralluoghi soltanto nel marzo 2025, dopo l’arresto di Graziano, comunicando poi nel maggio 2025 i provvedimenti adottati a seguito dell’accertamento degli abusi edilizi.
Dalle risultanze ispettive emergerebbe un quadro di opacità amministrativa che coinvolgerebbe l’intera macchina comunale, a fronte di un atteggiamento del sindaco Francesco Squillante ritenuto particolarmente accentratore e caratterizzato da una visione personalistica della gestione della cosa pubblica, tale da configurare una «deviazione dai principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione e un’alterazione della dialettica democratica».
