Dalla relazione della Prefettura

Cattiva gestione di Palazzo San Francesco e infiltrazioni della criminalità organizzata nel Comune: sono state notificate le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale a Sarno.
Si legge nel decreto del Presidente della Repubblica, datato 28 maggio scorso, che «Nel comune di Sarno… sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione locale, nonché il buon andamento e il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell’ordine e della sicurezza pubblica».
Le motivazioni sono numerose: «Recenti indagini dell’autorità giudiziaria, nonché accertamenti condotti dalle forze di polizia hanno posto in rilievo forme di condizionamento dell’attività dell’amministrazione comunale da parte della criminalità organizzata – si legge nel decreto presidenziale…».
I commissari prefettizi hanno sottolineato che a Sarno operano diverse organizzazioni criminali «che sembrano convivere in una logica di pacifica spartizione delle attività illecite sul territorio – dedite al controllo delle attività economiche e commerciali, avvalendosi di strategie sempre più evolute per l’infiltrazione nell’economia legale ai fini del riciclaggio, all’attività di usura, al traffico di stupefacenti ed ai reinvestimenti in attività commerciali, mostrando, inoltre, la propensione ad infiltrarsi nell’amministrazione locale interferendo nelle competizioni elettorali».

La relazione del prefetto Francesco Esposito si sofferma, in particolare, sulla figura «di un locale capo cosca, di notevole caratura criminale», arrestato in base alle indagini della Guardia di Finanza e della Procura di Salerno, la cui ipotesi d’indagine iniziale era quella di appartenere a un’associazione per delinquere, reato che il Riesame ha poi aggravato con l’aver agito con il metodo mafioso. Il riferimento è a Massimo Graziano, legato tramite parenti ad esponenti componenti del clan di Quindici.
I politici. In più, la relazione del prefetto «ha effettuato un’analisi dei componenti della compagine amministrativa eletta nel 2024 rilevando, per molti di questi, collegamenti e/o frequentazioni con soggetti riconducibili direttamente o indirettamente alla criminalità organizzata. Alcuni dei citati amministratori, peraltro, tra cui il primo cittadino, sono interessati da precedenti penali o di polizia». Un candidato delle liste a supporto del sindaco Francesco Squillante nel 2024, non eletto, è riconducibile per stretti rapporti parentali a una persona agli arresti domiciliari e «successivamente rinviato a giudizio per reati commessi in concorso con il sopra citato capo cosca».
I DIPENDENTI
La commissione d’indagine ha verificato anche le posizioni dei dipendenti comunali di Sarno, alcuni dei quali «risultano gravati da precedenti di polizia e penali, anche per reati associativi, e alcuni di essi sono contigui o hanno frequentazioni o rapporti parentali con esponenti del locale contesto malavitoso».
IL TERRENO
C’è poi il fondo agricolo di Piano delle Vacche sul monte Saro a Sarno, concesso a un parente di Graziano. Il fondo, attraverso una serie di anomalie, è stato concesso in comodato d’uso dal 2022 fino alla risoluzione del contratto a gennaio 2026 al parente di Graziano, che ne aveva fatto richiesta nel 2018. Dalla precedente amministrazione fu pubblicato un avviso esplorativo volto a raccogliere istanze per l’affitto del fondo e l’unica offerta fu presentata proprio dal parente di Graziano. Pur essendo stata l’offerta dichiarata in regola, la procedura si arenò perché dal certificato dei carichi pendenti emerse una citazione diretta a giudizio a carico dell’offerente per i reati di truffa e falso. La stessa procedura riprese dopo circa due anni, quando lo stesso parente di Graziano tornò a chiedere al Comune di Sarno l’affidamento del fondo rustico a titolo di comodato, impegnandosi alla sorveglianza, alla valorizzazione e alla restituzione, e l’area gli fu affidata per sei anni. Gli unici controlli effettuati dall’amministrazione comunale in ordine alla tenuta del bene da parte del conduttore si sono svolti solo successivamente all’insediamento della commissione d’indagine.

LA MOGLIE
La moglie. L’avvocato Rubina Pignataro, moglie di Graziano, è la professionista nominata componente del nucleo indipendente di valutazione del Comune di Sarno in seguito all’avviso del gennaio 2023: il 7 ottobre 2024, il sindaco Francesco Squillante, dovendo sostituire uno dei componenti dimissionari dell’organismo, nominò al suo posto proprio la moglie di Massimo Graziano. Lei stessa è stata poi raggiunta da una misura cautelare interdittiva con il divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali per 9 mesi, poiché indagata per emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Dall’analisi delle assunzioni effettuate tra il 2024 e il 2025 è infatti emerso un quadro omogeneo di reclutamento del personale non pienamente coerente con i principi di imparzialità, trasparenza e parità di accesso.
Ci sono infine ombre sugli affidamenti di appalti, forniture, sulla manutenzione del verde pubblico, sul Puc (Piano Urbanistico Comunale) e sul Pua (Piano Urbanistico Attuativo).
