Indagine chiusa da parte della Procura sulla nuova tranche dell’inchiesta

Mentre il prossimo 15 ottobre si discuterà del giudizio abbreviato per l’omicidio di Francesco Vitolo, l’imprenditore ucciso a Sant’Egidio del Monte Albino, per il quale è imputata la moglie Raffaella Cirillo, emerge una vicenda che, se provata, sarebbe molto grave.
LE INDAGINI
La Procura di Nocera Inferiore ha chiuso le indagini su un presunto “intralcio alla giustizia” che sarebbe stato messo in campo da tre parenti dell’imputata nei confronti di uno dei figli di Vitolo.
Il procuratore capo Luigi Alberto Cannavale e il sostituto Gianluca Caputo hanno indagato sulle forti pressioni psicologiche e sulle minacce che sarebbero state rivolte al giovane figlio della vittima per farlo schierare al fianco della madre, ottenendo così vantaggi economici.

L’ALTRA VICENDA E UN AVVOCATO
Ci sarebbe anche un’altra vicenda, legata al ruolo di un avvocato che avrebbe chiesto a uno dei giovani figli di Vitolo di non andare contro la madre e di non farsi influenzare dai media, suggerendo, sembra, anche l’ambito delle loro dichiarazioni. In quest’ultimo caso non ci sarebbe reato, ma un comportamento che potrebbe essere ritenuto non deontologico e da valutare eventualmente in altra sede.
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LA REGISTRAZIONE AUDIO
A supporto di questo colloquio ci sarebbe la registrazione presentata in Procura.
LA RICHIESTA DI GIUDIZIO ABBREVIATO
Il processo sull’assassinio del 62enne imprenditore paganese del settore della telefonia, avvenuto la sera del 28 febbraio di quest’anno nella sua abitazione a Sant’Egidio del Monte Albino, inizierà il 15 ottobre e non l’8 ottobre, data precedentemente fissata, con il giudizio abbreviato a carico della 53enne moglie Raffaella Cirillo, di Angri.
I LIMITI
L’abbreviato, essendo l’omicidio aggravato dal rapporto coniugale che esisteva con l’imputata, sarà probabilmente respinto.
L’iniziativa è necessaria perché, nel caso in cui le aggravanti cadano a processo o venga dichiarato incostituzionale il limite per chiedere di essere giudicati con il rito alternativo, l’imputata potrebbe beneficiare di un ricalcolo della pena e quindi della diminuzione della stessa fino a un terzo.
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I NODI DEL DIBATTIMENTO
Uno dei punti attorno al quale ruoterà il dibattimento sarà, si presume, quello della moglie tradita e vittima che si sarebbe dovuta difendere da un’aggressione di Vitolo: lei avrebbe accoltellato involontariamente il marito, judoka di livello europeo, frapponendosi all’accoltellamento.
LA GELOSIA
Tutto questo dopo che la Cirillo avrebbe assistito allo scambio di messaggi di Vitolo con la presunta 41enne amante. Tesi difensive che saranno da appurare in un processo non facile, viste anche alcune dichiarazioni rese da familiari.
Gli accertamenti medico-legali hanno evidenziato una ferita da punta e taglio penetrante all’emitorace sinistro, con attraversamento della parete toracica, perforazione del sacco pericardico e lesione del ventricolo destro. Le conseguenze sarebbero state un’emorragia acuta, un tamponamento cardiaco e, infine, l’arresto cardiocircolatorio.
Secondo la Procura, la 53enne, spinta dalla gelosia, dalla rabbia e dal timore che il marito potesse disperdere parte del patrimonio familiare a favore della nuova compagna, avrebbe reagito colpendolo con il coltello.
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L’ARMA DEL DELITTO
Gli investigatori contestano inoltre alla donna di aver successivamente tentato di ripulire il coltello utilizzato, lavandolo nel lavandino della cucina. Un gesto che, secondo l’accusa, sarebbe stato compiuto nel tentativo di eliminare eventuali tracce ematiche.
LA DIFESA
Particolarmente delicata sarà la linea difensiva affidata agli avvocati Concetta Galotto e Manuel Capuano. La difesa punta a mettere in discussione l’impianto accusatorio e, in particolare, la sussistenza delle aggravanti contestate, cercando di valorizzare gli elementi che potrebbero consentire il riconoscimento delle attenuanti e, conseguentemente, una pena meno severa rispetto all’ergastolo.
Va ricordato che il delitto non avrebbe avuto testimoni diretti, ma i carabinieri del Reparto Territoriale hanno raccolto numerosi elementi, compresi gli esiti degli interrogatori dei figli della vittima e dell’imputata.
LA PARTE CIVILE
Sul fronte della parte civile, sarà invece l’avvocato Luigi Calabrese, legale dei familiari di Francesco Vitolo, a sostenere le ragioni della famiglia della vittima.
IL REBUS DELL’EREDITÀ
Va ricordato che l’aver ucciso, non per legittima difesa, il coniuge è una delle cause principali di indegnità a ricevere l’eredità, che nel caso di Vitolo è cospicua.




