Sant’Egidio, l’attesa per la convalida del fermo di Raffaella Cirillo, indagata per l’omicidio di Vitolo

Nessun testimone dei fatti


Interrogati parenti e amici dei coniugi Vitolo su quello che sarebbe accaduto nella villa di viale Degli Aranci a Sant’Egidio del Monte Albino dove nella notte tra sabato e domenica scorsi, poco prima della tragedia costata la vita al marito e il fermo della moglie indagata per omicidio aggravato. Al momento della tragedia non ci sarebbero stati testimoni, visto che all’interno della bella vita con piscina sulle pendici di Monte Albino verso la Costiera amalfitana non c’erano né il figlio maschio che vive in casa essendo in un locale (come testimoniato da alcune presenti) e la figlia che studia fuori zona.
alt=libri

I vicini non avrebbero sentito urla né la sera di lunedì né precedentemente

Importante sarà quindi l’udienza di convalida del fermo di Raffaella Cirillo, 54enne moglie della vittima, che si terrà questa mattina alle 10 e dove l’indagata potrà riferire la sua versione dei fatti al Gip, qualora decina di rispondere alle domande. L’ipotesi di accusa è quella di omicidio aggravato dal rapporto di parentela con la vittima. Al centro delle indagini condotte dal pm Gianluca Caputo e dal procuratore facente funzioni Anna Frasca ci saranno diversi elementi da quelli trovati dai carabinieri sulla scena del delitto agli esiti dell’autopsia.
cellulari-amazon
I militari del tenente colonnello Gianfranco Albanese hanno sequestrato sul luogo del delitto, infatti, quattro coltelli di quelli utilizzati in casa ma per tagli dove si necessita di una maggiore forza: tra questi uno sarebbe quello utilizzato nel delitto del 62enne imprenditore originari di Pagani. La pista passionale, come riportato anche in questo caso da La Città, è una delle ipotesi privilegiate dell’inchiesta.

Fondamentale sarà l’esito dell’autopsia, il cui incarico sarà conferito alle ore 12 di domani ed eseguita probabilmente a seguire. L’esame autoptico offrirà molti particolari importanti per l’inchiesta. Innanzitutto, Vitolo porrebbe essere stato accoltellato in un punto della casa diverso da quello dove è stato rinvenuto: dopo essere stato ferito al costato sarebbe arrivato nel bagno e sarebbe caduto a terra privo di vita. L’imprenditore potrebbe essersi sentito male o per infarto cardiaco o, ad esempio, per l’allagamento di polmoni o il collasso di un’arteria. Una differenza non secondaria. Nel primo caso si tratterebbe di morte causata da altro reato (come le lesioni conseguenti alla coltellata e la pena andrebbe da 10 a 15 anni di reclusione).

Nella seconda ipotesi, la morte sarebbe frutto diretto del fendente e quindi chi l’ha inferto rischia l’ergastolo
A lavoro sono anche gli avvocati che seguono le due parti, quella della difesa dell’indagata affidata a Concetta Galotto, e quella dei fratelli del defunto seguiti dall’avvocato Luigi Calabrese. Tra oggi e domani, quindi, l’assassinio di viale degli Aranci potrà avere contorni più chiari.