Castel San Giorgio / Roccapiemonte. Omicidio di Msadd Hadraoui: chiesto l’ergastolo per il ragioniere Palumbo

La vittima fu assassinata in una piazzola sulla A16 per motivi legati all’immigrazione clandestina. La Procura chiede il “fine pena mai” e 9 mesi di isolamento

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ROCCAPIEMONTE / CASTEL SAN GIORGIO – Ergastolo e 9 mesi di isolamento diurno: è questa la richiesta di condanna formulata dalla Procura di Nola nei confronti di Gerardo Palumbo, il ragioniere 68enne di Roccapiemonte accusato dell’omicidio di Msadd Hadraoui. Il 54enne di origini magrebine fu ucciso con un colpo di pistola alla testa all’interno di un’auto in autostrada.

In cella da quasi tre anni, il professionista rocchese deve rispondere delle accuse di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. La sentenza dei giudici della Corte d’Assise di Napoli è attesa tra qualche settimana, subito dopo l’arringa della difesa.

La versione dell’imputato: «Un agguato teso da una banda»
Nel corso delle scorse udienze, l’imputato ha rilasciato dichiarazioni spontanee proclamandosi del tutto innocente. Palumbo ha puntato il dito contro alcuni connazionali della vittima, spiegando che sia lui che Hadraoui avrebbero dovuto consegnare del denaro a questi ultimi per una vicenda legata all’immigrazione clandestina.

Secondo la tesi del ragioniere, poiché i due stavano andando a Napoli per l’incontro senza avere ancora la disponibilità di quei soldi, la banda di nordafricani non avrebbe esitato a fare fuoco, uccidendo Hadraoui.

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La ricostruzione della Procura: delitto premeditato
Per la Procura di Nola, invece, non ci sono dubbi: l’unico assassino è Gerardo Palumbo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i fatti risalgono al 29 gennaio di tre anni fa. Palumbo avrebbe teso una vera e propria trappola al 54enne:

“Il delitto è stato commesso con premeditazione, attraverso un’adeguata organizzazione di mezzi e predisposizione delle modalità esecutive. L’imputato ha concordato un appuntamento con la vittima con il pretesto di farsi accompagnare all’aeroporto di Napoli per un volo diretto a Casablanca – senza aver mai acquistato alcun biglietto aereo – portando con sé una pistola calibro 38. Dopo aver condotto la vittima in un luogo isolato e successivamente nell’area di sosta dell’autostrada A16 (all’altezza di Casalnuovo di Napoli), ha parcheggiato l’auto a ridosso del guardrail per precludere all’uomo ogni via di fuga, esplodendogli contro un colpo alla testa”.

Subito dopo l’esecuzione, Palumbo avrebbe avvolto il cadavere in un telo, trasportandolo a bordo della sua vettura fino a un terreno in zona Trivio a Castel San Giorgio, dove lo ha poi nascosto nel tentativo di occultare il crimine.