“Il CNDDU sollecita un sistema nazionale digitale: meno costi, meno CO₂, più diritti”

Il Coordinamento Nazionale Docenti per i Diritti Umani (CNDDU) ha inviato una formale richiesta al Ministero dell’Istruzione e del Merito, con copia al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Ministro per la Pubblica Amministrazione, per sollecitare l’attivazione di un sistema nazionale unico e digitale per la presa di servizio del personale scolastico.
Ad oggi, ogni anno migliaia di docenti – spesso destinati a sedi lontane dalla propria residenza – sono costretti a spostarsi fisicamente presso le segreterie scolastiche, affrontando costi, disagi e adempimenti burocratici ripetitivi. Documenti già in possesso dell’amministrazione vengono richiesti nuovamente in formato cartaceo, con un aggravio inutile per i lavoratori e un evidente spreco di risorse ambientali, in contrasto con i principi di sostenibilità e innovazione della Pubblica Amministrazione.
La proposta del CNDDU si fonda su un ampio quadro normativo che già prevede la digitalizzazione dei procedimenti amministrativi (Legge 241/1990, DPR 445/2000, Codice dell’Amministrazione Digitale, direttive e regolamenti europei, Agenda 2030, Costituzione).
PROPOSTA TRANSITORIA
In attesa di una piattaforma centralizzata, il Coordinamento suggerisce che già da settembre 2025 la presa di servizio possa essere effettuata telematicamente, tramite PEC o email istituzionale, con firma digitale o firma elettronica qualificata. Una soluzione immediatamente attuabile, giuridicamente valida e già in linea con gli strumenti della PA.
IMPATTO AMBIENTALE
Secondo le stime, ogni anno circa 255.000 docenti devono affrontare spostamenti medio-lunghi per adempiere all’obbligo di presa di servizio, generando oltre 25 milioni di km percorsi, pari a un consumo di 1,53 milioni di litri di benzina e a più di 3.500 tonnellate di CO₂ immesse in atmosfera. A ciò si aggiunge l’enorme consumo di carta per moduli, firme e copie di documenti già digitalizzati.
DIRITTI E SOSTENIBILITÀ
Questa pratica non solo rappresenta un costo inutile, ma viola i diritti dei lavoratori (salute, dignità, efficienza amministrativa, accessibilità digitale) e contrasta con i principi di tutela ambientale sanciti a livello nazionale ed europeo.
LE RICHIESTE DEL CNDDU
– Attivazione, entro il 2026, di un sistema nazionale digitale unico per la presa di servizio.
– Autorizzazione, già da settembre 2025, alla presa di servizio via PEC o email istituzionale con firma digitale.
– Apertura di un tavolo tecnico interministeriale per accelerare la riforma.
È tempo che la Pubblica Amministrazione superi i rituali cartacei e scelga la via della semplificazione, della sostenibilità e del rispetto dei diritti.
prof. Alessio Parente Segretario generale CNDDU, prof. Romano Pesavento presidente CNDDU.



