Sciopero degli autotrasportatori, fruttivendoli chiusi e supermercati vuoti

La protesta interessa anche il mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani e il centro agroalimentare e ittico di Salerno

telegram-rtalive-qr-code

Cominciano a scarseggiare, anzi ad essere esauriti, frutta, verdura e pesce nei negozi di vendita al minuto e nei supermercati in gran parte della provincia di Salerno.
amazon-orologio

BLOCCATO IL MERCATO ORTOFRUTTICOLO

Tranne chi vende prodotti agricoli coltivati a chilometro zero a Nocera, come in altri comuni dell’Agro e a Salerno, i negozi e i supermercati sono quasi tutti vuoti o addirittura con le serrande abbassate a causa dell’assenza di ortofrutta. Tutto dovuto al blocco del mercato ortofrutticolo di Nocera-Pagani, che va avanti già da due giorni ed è desolatamente vuoto.

Stessa carenza si registrerà da qui a poco, vista la chiusura del mercato ittico della città capoluogo di provincia, anche all’interno delle pescherie che stanno dando fondo alle loro riserve. Nei prossimi giorni potrebbero diminuire anche i rifornimenti di carne.
alt=libri

LA RIUNIONE IN PREFETTURA
Stamattina, intanto, riunione in Prefettura a Salerno per chiedere che i rifornimenti di alimentari e carburanti, oltre che di medicinali ed altri presidi di prima necessità, venga garantito e non bloccato dagli autotrasportatori in protesta.

LA POSIZIONE DEI MANIFESTANTI


Sul posto i trasportatori smentiscono notizie governative sullo smantellamento dei blocchi in Sicilia e giudicano del tutto inconsistenti le promesse fatte da Salvini. Incredibilmente il Ministro ha ricevuto i rappresentanti delle proteste non alla sede del Ministero dei Trasporti a Roma, ma a Milano, dove il governo si è mosso con apposito decreto per arginare i violenti delle manifestazioni pubbliche (con decisioni che nella maggior parte dei casi non fanno altro che rimarcare già quelle presenti nel codice penale), ma che nulla sta facendo le proteste contro il carovita e il caro gasolio.

I camionisti sono meravigliati anche della scarsa attenzione dei mass media nazionali alla proteste nel Mezzogiorno, riservando ore e ore di trasmissioni televisive e pagine di giornale solo alle manifestazioni violente di Milano.

Gli autotrasportatori promettono di non smobilitare i presidi fino a quando non ci saranno provvedimenti per abbassare al di sotto dei 2€ il costo del gasolio, che si riversa poi sull’intera filiera fino al consumatore finale.

Molte proteste, inoltre, anche per l’arrivo in grande quantità di merce dall’estero, dall’ortofrutta alla mozzarella per compensare i mancati arrivi dei rifornimenti dalle aziende meridionali.