Cinque le donne imputate per aver sostituito i mariti nel clan

Udienza preliminare per l’ennesima inchiesta sul clan Fezza De Vivo di Pagani. In 72 chiedono di essere giudicati con il rito abbreviato: la Dda di Salerno chiede complessivamente 820 anni di reclusione, sulla base anche delle dichiarazioni del collaboratore Vincenzo Petranovic, figlio del vecchio boss Tommaso Fezza.
LE DONNE E I MARITI
Sono cinque le donne che avrebbero retto l’organizzazione criminale, mentre i mariti erano in carcere.
LE IMPUTAZIONI E LA PRESENZA DEL CLAN
Le accuse al clan, con base a Pagani ma diffuso anche a Nocera, Sant’Egidio del Monte Albino, Scafati, San Marzano sul Sarno e Angri, oltre che nel Vesuviano, vanno, a vario titolo, dall’estorsione allo spaccio di sostanze stupefacenti, senza contare le imputazioni di riciclaggio, oltre all’aggravante di aver agito con metodo mafioso.
LE MAGGIORI RICHIESTE DEL CLAN
Il pm Elena Guarino ha chiesto condanne da uno a 20 anni di reclusione, contando anche la diminuente per il rito alternativo scelto dagli imputati.
Al centro dell’inchiesta anche le dichiarazioni del figlio de “‘u formaggiar”, Tommaso Fezza (detenuto all’ergastolo), padre di Petranovic (per lui la Dda ha chiesto una condanna ridotta a 4 anni e 2 mesi di reclusione).
Ben 20 anni di reclusione il pm ha chiesto per Andrea De Vivo e Francesco Fezza, ritenuti capi dell’organizzazione criminale, Vincenzo Confessore, uno dei cosiddetti colonnelli del clan, Graziano Petrone, Antonio Petrosino D’Auria e Tiano Solferino. Per Anna Mannoni chiesta una condanna a 19 anni e sei mesi, Mario De Prisco a 19 anni e un mese.
Quindi 19 anni e 5 mesi per Mario D’Amora, 19 anni per Daniele Confessore, 18 anni e sette mesi per Mario D’Auria e Luigi Russo, 18 anni per Alfonso Verziero, 18 anni per Michele Petrosino D’Auria e 18 anni e 9 mesi per il padre Gioacchino Petrosino D’Auria, meglio detto “Spara Spara”. 18 anni per Biagio De Prisco e Francesco Esposito Amarante.
E ancora 17 anni e sei mesi per Sergio Montagna e 17 anni e due mesi per Francesco Garofalo, 17 anni per Ettore Napolano, 16 anni e 8 mesi per Alessandro Scarpati, 16 anni e un mese per Domenico Pasquale Sirica, 16 anni per Antonio Desiderio, 16 anni e 8 mesi per Francesco Desiderio e Giosuè Desiderio.
Alfonso Passamano e Pasquale Garofalo a 16 anni, Francesco Pecoraro a 15 anni e 4 mesi e Antonio Califano a 15 anni. Per Giuseppe Matrone chiesti 15 anni e sei mesi. Mario Scafarti a 15 anni e 5 mesi, e Giuseppe De Vivo e Giuseppe D’Auria. 14 anni per Matteo Desiderio e Nunziate Grimaldi.

L’INCHIESTA
Le indagini riguardano l’attività satellite dell’inchiesta del 2022 sullo stesso clan. Verso il processo con rito ordinario in 16. La sentenza del rito abbreviato è prevista a breve, dopo la discussione di tutti gli avvocati difensori degli imputati.
I DIFENSORI
Il collegio difensivo è composto da Agostino De Caro, Giuseppe Della Monica, Vincenzo Calabrese, Rino Carrara, Gregorio Sorrento, Francesco Vicidomini, Matteo Feccia, Teresa Sorrentino e Annalisa Califano.


