Oggi i funerali di Leonida Primicerio, «Lolò» per gli amici nocerini, «il Molosso» per le sue caratteristiche di inquirente e perché tifoso della Nocerina. Le sue passioni sportive

Dopo una breve malattia è morto Leonida Primicerio, magistrato di 73 anni che ha fatto la storia della lotta alla camorra in provincia di Salerno negli anni Ottanta e Novanta. Primicerio è stato un simbolo per i suoi colleghi.
UNA CARRIERA DEDICATA ALLA LOTTA CONTRO I CLAN
Aveva iniziato la carriera nel 1981, poco dopo la laurea, vincendo un concorso insieme ad altri magistrati che hanno ricoperto ruoli importanti nell’amministrazione della giustizia.
Dopo un periodo da giudice istruttore a Foggia, arrivò alla Procura di Salerno, dove condusse le inchieste sul tentativo del nocerino Mario Pepe di costituire una camorra salernitana, dopo aver militato nella Nco di Cutolo e nella Nuova Famiglia di Carmine Alfieri, e sul processo «California», una delle inchieste più complesse del distretto di Salerno, relativa al clan Alfieri e ai suoi rapporti con la politica nel Salernitano.
IL «MOLOSSO»
Soprannominato negli ambienti della magistratura il «Molosso», per la sua perseveranza nelle indagini e perché originario di Nocera e tifoso della Nocerina, Primicerio fu componente del Consiglio superiore della magistratura. Tornò a Salerno per ricoprire il ruolo di procuratore generale presso la Corte d’Appello.
IL RICORDO DI ANTONIO CENTORE
Per l’ex procuratore capo di Nocera, Antonio Centore, entrato in magistratura lo stesso giorno: «Leonida è stato una guida e un riferimento. Ho fatto il magistrato penale per seguire le sue orme. Quando sono arrivato in Procura a Salerno, ho ereditato la sua stanza e i suoi processi sugli omicidi e sulle guerre di camorra degli anni Novanta. Ci sentivamo praticamente ogni giorno».
IL RICORDO DI LUIGI ALBERTO CANNAVALE
Anche Luigi Alberto Cannavale, successore di Centore, lo ricorda: «Ho conosciuto Leonida Primicerio quando fu candidato al Csm. Ne ho subito apprezzato, nei diversi colloqui avuti con lui, l’eccezionale preparazione giuridica, abbinata a una visione pragmatica, che gli consentiva di esprimere concetti di assoluto valore e fondatezza. L’ho ritrovato quale procuratore generale presso la Corte d’Appello di Salerno, quando, nel 2017, ho assunto le funzioni di procuratore aggiunto in Procura. Tra di noi è nata una stretta collaborazione e, se mi è consentito utilizzare il termine, una sincera amicizia. La sua capacità di risolvere immediatamente situazioni di criticità, anche durante il triste periodo del Covid, ha lasciato un segno e ha fatto di Leonida un modello di magistrato».
IL RICORDO DI RAFFAELE CANTONE
L’attuale procuratore capo di Salerno, Raffaele Cantone, ha dichiarato: «Fui molto commosso nel vederlo alla cerimonia del mio insediamento quale capo della Procura di Salerno. Ho sempre avuto una grande stima di Primicerio e del suo impegno per gli uffici salernitani, specie quando era alla Procura generale. È sempre stato un mio punto di riferimento nell’ambiente giudiziario salernitano, dove ha lasciato un segno indelebile, rimanendo uno dei grandi esempi per l’ufficio inquirente».
IL RICORDO DI MICHELE SARNO
Grande stima anche da parte del presidente della Camera penale di Salerno, l’avvocato Michele Sarno: «Un uomo e un magistrato di alto pregio. Con lui la nostra comunità perde un riferimento depositario di valori antichi e autentici. Un uomo che, con il suo equilibrio e la sua saggezza, ha saputo tessere rapporti di cordialità e collaborazione con l’intera avvocatura».
IL RICORDO DI MAURIZIO MASTROGIOVANNI
Il presidente della Camera penale di Nocera Inferiore, l’avvocato Maurizio Mastrogiovanni, sottolinea: «I penalisti nocerini ne ricordano l’incomparabile onestà intellettuale, la correttezza nel confronto processuale e la profonda umanità che hanno sempre contraddistinto il suo operato professionale e personale».
I FUNERALI
I funerali si celebreranno oggi alle 11 nella chiesa dell’Immacolata, in piazza San Francesco, a Salerno.
L’AMORE PER NOCERA
Il feretro sarà poi tumulato nel cimitero dell’amata Nocera, dove Primicerio studiò al liceo «Vico», era chiamato dagli amici «Lolò» e conobbe la moglie Ilde. Qui giocò anche a basket con la Folgore e a calcio.
LA PASSIONE PER IL CALCIO
Una passione, quest’ultima, che coltivò sempre, facendo parte, come centrocampista, della squadra dei magistrati del Tribunale di Salerno, nella quale militavano anche l’attuale procuratore per i minorenni, Angelo Frattini, e, come «straniero», l’avvocato Sarno.
«Una perdita, quella di Leonida, di una persona cara con la quale avevamo un bellissimo rapporto. Abbiamo condiviso momenti di lavoro, ma anche sportivi. Un legame molto forte, cementato dalla militanza nella stessa squadra di calcio dei magistrati del Tribunale di Salerno», sottolinea il procuratore Frattini.







