Sono 10 gli indagati, 41 le perquisizioni anche a commercianti, opere vendute in Italia e in Europa

Opere d’arte false, la centrale era nel Vesuviano e nell’Agro nocerino, con base nell’Agro nocerino e nel Napoletano. Vasta operazione della Procura di Torre Annunziata e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale in diverse regioni dell’Italia meridionale e in particolare nell’Agro nocerino (a Scafati e Pagani), in provincia di Napoli, nel capoluogo, a Sant’Antonio Abate, San Giorgio a Cremano, Pozzuoli, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Afragola, Quarto ed Ercolano, in Puglia (Bari, Lecce, Acquaviva delle Fonti, Altamura, Conversano, Andria, Rutigliano), in Sicilia (Palermo, Messina, Acireale), in Calabria (Corigliano-Rossano, Reggio Calabria) e a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.
I SEQUESTRI E LE PERQUISIZIONI
Il Gruppo di Roma del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), coadiuvato, nella fase esecutiva, dal Reparto Operativo TPC di Roma, dai Nuclei TPC di Cosenza, Napoli, Roma, Bari, Perugia, Cagliari, L’Aquila e Palermo, dalla Sezione TPC di Siracusa e dai comandi dell’Arma territorialmente competenti, ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale e locale e contestuale sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di 41 persone e di altrettanti esercizi commerciali o abitazioni, alla ricerca di dipinti falsi attribuiti ad autori dell’Ottocento napoletano.
I FALSI DEL NOTO ARTISTA
In particolare, i quadri falsificati sono quelli del pittore Vincenzo Irolli, artista molto noto tra la fine del XIX e il XX secolo, che espose in diverse capitali europee, ricevendo anche il plauso di uno dei caposcuola napoletani, Domenico Morelli.
Un pittore di fama, ma non conosciuto dal grande pubblico, ideale per riempire i muri di casa, soprattutto da parte di chi ha una scarsa competenza nel settore e quindi è facile preda dei falsari, che compiono diversi raggiri ai danni di chi può permettersi economicamente tali acquisti, ma non ha le conoscenze per evitare le truffe.
LA RICERCA
Le perquisizioni e i sequestri di 24 dipinti si inseriscono in una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo TPC di Cosenza e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, che conta al momento 10 indagati per i reati di associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte, ricettazione di beni culturali ed esportazione illecita di beni culturali, per un totale di 25 capi di imputazione aventi a oggetto circa 69 dipinti.
Le perquisizioni hanno avuto come destinatari, oltre agli attuali indagati, antiquari, commercianti di antichità e restauratori. Gli accertamenti svolti hanno permesso di accertare l’esistenza di una gang dedita a un vasto traffico, su scala nazionale e internazionale, di dipinti contraffatti, commercializzati sui mercati del settore ovvero venduti a ignari acquirenti, utilizzando una nota piattaforma di vendita online.

LA VENDITA
La commercializzazione dei “tarocchi”, attiva da diversi anni, era condotta da persone esperte del mondo dell’arte, in specie dal promotore dell’organizzazione criminale, il quale si avvaleva, tra l’altro, per tutte le attività connesse alla presentazione dei beni sul sito informatico, dell’apporto logistico della propria moglie e delle consulenze tecniche di un amico. I dipinti, quindi, tramite un’organizzata ripartizione di competenze, venivano posti in vendita sul territorio nazionale, spingendosi — con l’utilizzo del sistema online sulla piattaforma di commercializzazione telematica — anche verso il mercato estero, allo scopo di incentivare i ricavi delle attività illecite.
Individuate 84 vendite di quadri su piattaforme online, nove dei quali esportati in Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda.



