A Nocera Inferiore non scatta il sequestro perché la ditta ha cessato la lavorazione. Altro intervento a Mercato San Severino. Le proteste dei residenti da 10 anni

Nell’ambito dei controlli rientranti nel programma di vigilanza ambientale del fiume Sarno, coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, in attuazione del protocollo sottoscritto dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli e dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Salerno, ufficiali di Polizia Giudiziaria in servizio presso il Reparto Territoriale dei Carabinieri di Nocera Inferiore, della Guardia di Finanza e del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, unitamente a personale ARPAC e ISPRA, hanno eseguito controlli presso due aziende conserviere ubicate nei comuni di Nocera Inferiore e Mercato San Severino.
LE DUE AZIENDE CONTROLLATE: A FOSSO IMPERATORE DI NOCERA E A MERCATO SAN SEVERINO
Gli accertamenti hanno consentito di rilevare violazioni della normativa ambientale in materia di scarichi di acque reflue industriali, previste dall’art. 137 del D.Lgs. n. 152/2006.
Con riferimento all’azienda sita in zona Fosso Imperatore, all’esito degli accertamenti, nonostante le violazioni riscontrate, non si è proceduto al sequestro dell’impianto e delle aree interessate, in considerazione del fatto che l’attività produttiva risultava cessata per la conclusione della stagione lavorativa e, pertanto, non sussisteva un pericolo di reiterazione degli effetti inquinanti della produzione.
Con riferimento all’azienda sita a Mercato San Severino, è stato individuato uno scarico abusivo, in relazione al quale si è proceduto al sequestro, al fine di impedirne l’utilizzo in attesa dei successivi accertamenti tecnici di natura chimico-biologica.
LE PROTESTE
Come dimostrano i video di RTAlive del 2016 e 2017, a Fosso Imperatore, tra Nocera Inferiore, San Valentino Torio e Pagani, i residenti protestavano vivacemente contro il cattivo odore emesso dai canali che poi confluivano nel fiume Sarno, a causa degli scarichi non solo delle aziende conserviere.
Molti di questi scarichi erano abusivi o non depurati. Una protesta che nel corso degli anni è continuata, anche perché gli inquinatori non hanno fatto nulla per evitare i danni ambientali, così come gli enti preposti ai controlli.

