Cava, «Non sono un terrorista, ecco perché facevo parte di quei gruppi»

Il 21enne studente cavese si difende davanti al Gip, ma non viene creduto

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«L’ho fatto per vantarmi e accreditarmi con i miei amici, dicendo di fare parte di un gruppo di terroristi islamici». Così si sarebbe difeso il 21enne studente universitario di Cava de’ Tirreni, arrestato sabato notte dalla Digos su segnalazione dei servizi segreti, che monitoravano i social.

L’ACCUSA
Secondo gli investigatori e la magistratura, lo studente avrebbe manifestato sui social l’intenzione di compiere azioni violente e avrebbe sviluppato un interesse crescente per manuali e materiali relativi ad armi, esplosivi e addestramento.

Per il Gip Federico Noscose del Tribunale di Nocera Inferiore non può essere considerata valida l’ipotesi di una semplice vanteria, come dichiarato dall’indagato. Il giudice ha ritenuto sussistenti i gravi indizi e le esigenze cautelari, convalidando l’arresto e disponendo per il giovane la custodia cautelare in carcere.
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COME SI SAREBBE DIFESO
Il giovane, assistito dall’avvocato Antonello Lamberti, ha più volte ribadito di non voler in alcun modo compiere un attentato e di non fare parte di alcun gruppo terroristico, sostenendo che la sua fosse soltanto una vanteria. Insomma, a suo dire, avrebbe voluto “farsi bello”, ma al di là delle chiacchiere non sarebbe andato.

LE ARMI
Il giovane è stato trovato in possesso di due pistole giocattolo semiautomatiche modificate, una calibro 9 e un’altra calibro 38, capaci di sparare dopo la modifica della canna, oltre ad alcuni coltelli e a un machete di 59 centimetri (con lama di 44,5 centimetri), tutte armi detenute illegalmente.

LE INDAGINI
Il Gip del Tribunale di Nocera Inferiore ha trasmesso gli atti alla Dda di Salerno, competente anche per i reati di natura terroristica. Le indagini proseguiranno anche attraverso l’analisi dei contenuti di telefoni e computer, per verificare eventuali contatti con gruppi jihadisti.

FAMILIARI, AMICI E L’ISIS
Sbalorditi gli stessi familiari del 21enne cavese, che non sospettavano nulla. Va detto che il giovane sarebbe seguito anche dal punto di vista sanitario per disturbi della personalità. Lo studente si sarebbe vantato anche con due coetanei di voler diventare un terrorista dell’Isis. A uno di questi, un universitario dell’Agro nocerino, avrebbe detto: «Tu stai seguendo un percorso sano e fai l’università e io divento un terrorista dell’Isis».

La famiglia dell’indagato è stimata a Cava de’ Tirreni: uno dei genitori è un apprezzato docente universitario in ambito internazionale, del tutto estraneo a rapporti con lo Stato Islamico o con ciò che ne resta, ammesso che ne resti ancora qualcosa.

Le successive indagini dovranno chiarire se il giovane studente metelliano abbia realmente sviluppato una radicalizzazione orientata al terrorismo o se si tratti di una situazione di natura completamente diversa, che con la giustizia potrebbe non avere nulla a che vedere.