Nocera Inferiore, denuncia per presunti disservizi all’ospedale Umberto I

63enne di Scafati denuncia attese, una frattura inizialmente non rilevata e un ambulatorio di ortopedia trovato senza medico. La famiglia ha presentato un esposto alla Procura e ai carabinieri

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Si accendono nuovamente i riflettori sulla gestione dei servizi sanitari presso il presidio ospedaliero “Umberto I” di Nocera Inferiore. Un esposto-denuncia, trasmesso formalmente via PEC alle autorità competenti, alle forze dell’ordine e ad alcune associazioni di tutela dei consumatori, chiede di fare luce su una vicenda che, secondo quanto riferito dalla famiglia, avrebbe coinvolto una 63enne di Scafati nei mesi di agosto e settembre.

Al centro dell’esposto ci sono i tempi di attesa al Pronto Soccorso, una frattura che non sarebbe stata rilevata durante il primo accertamento radiografico, la successiva assenza del medico nell’ambulatorio di ortopedia e le modalità di prenotazione della visita di controllo.
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IL PRIMO ACCESSO AL PRONTO SOCCORSO
Ad agosto, la 63enne, casalinga residente a Scafati, si è rivolta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Nocera Inferiore dopo aver riportato un forte trauma al piede, accompagnato dall’impossibilità di deambulare.

Secondo quanto riportato nell’esposto, la donna avrebbe atteso circa sette ore prima di essere sottoposta agli accertamenti. La famiglia segnala inoltre le condizioni della sala d’attesa, riferendo temperature elevate e una disponibilità di sedute ritenuta insufficiente per gli accompagnatori. L’esame radiografico eseguito in quella circostanza non avrebbe evidenziato lesioni ossee. La paziente sarebbe stata quindi dimessa con una diagnosi di distorsione e con la prescrizione di una visita ortopedica ambulatoriale per il giorno successivo.

L’AMBULATORIO SENZA IL MEDICO

La donna si è quindi presentata nuovamente in ospedale con propri mezzi, nonostante le difficoltà motorie. Secondo il racconto contenuto nell’esposto, al suo arrivo avrebbe però trovato l’ambulatorio di ortopedia privo del medico, rendendo impossibile effettuare la visita specialistica prevista.

La 63enne sarebbe stata quindi costretta a tornare a casa senza essere sottoposta alla prestazione programmata. Nei giorni successivi, la paziente sarebbe riuscita a incontrare il medico e, a seguito della richiesta di ulteriori accertamenti, in particolare di una Tac, sarebbe stata riscontrata una frattura pluriframmentaria del piede.

La nuova diagnosi avrebbe comportato l’applicazione di un tutore e il divieto di carico per poco più di un mese. La famiglia contesta quindi il fatto che la donna abbia camminato per diversi giorni con una lesione ossea che, secondo quanto riferito, non era stata individuata durante il primo accesso in ospedale.
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LA PRENOTAZIONE DELLA VISITA DI CONTROLLO

Un ulteriore problema, secondo quanto denunciato dalla famiglia, sarebbe emerso al momento della prenotazione della visita di controllo. Alla paziente sarebbero state indicate modalità di prenotazione esclusivamente in presenza, presso gli sportelli CUP dell’ospedale, senza la possibilità di effettuare la procedura telefonicamente.

Una modalità che, secondo i familiari, avrebbe creato ulteriori difficoltà soprattutto per le persone con problemi di mobilità o prive di familiari in grado di accompagnarle. La famiglia della 63enne è comunque riuscita a fissare la visita, sebbene, secondo quanto riferito, la data fosse molto distante rispetto ai tempi indicati nelle prescrizioni mediche.
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L’ESPOSTO AI CARABINIERI
Il giorno della visita, fissata per martedì scorso, la paziente si è recata nuovamente presso l’ospedale di Nocera Inferiore. Secondo quanto riportato nell’esposto, nell’ambulatorio di ortopedia sarebbe stato presente soltanto il personale infermieristico, senza il medico. Alla richiesta di spiegazioni, un’infermiera avrebbe riferito ai familiari che il medico era impegnato in sala operatoria.

La famiglia, tuttavia, riferisce di aver successivamente chiesto informazioni al Pronto Soccorso, maturando dubbi sulla motivazione fornita circa l’assenza del medico. Da qui la decisione di presentare un esposto per chiedere alle autorità di verificare quanto accaduto.

Nel documento, sottoscritto dalla 63enne e dalla figlia, viene chiesto all’Autorità giudiziaria e ai carabinieri di effettuare tutti gli accertamenti ritenuti necessari per verificare l’eventuale sussistenza di irregolarità e di eventuali profili di responsabilità, anche penale.

Le circostanze denunciate sono ora oggetto delle verifiche che potranno essere svolte dagli organi competenti. L’esposto, infatti, rappresenta la ricostruzione fornita dalla paziente e dai suoi familiari e non costituisce di per sé accertamento di responsabilità.