Cassino, morta Katia Adinolfi: la 40enne di Nocera Superiore non ce l’ha fatta dopo l’esplosione di casa

In corso le indagini per accertare le cause precise dell’incidente

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CASSINO/SAN VALENTINO TORIO/NOCERA SUPERIORE – Caterina, detta Katia, Adinolfi non ce l’ha fatta. La 40enne di Nocera Superiore è morta questa notte al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma. L’operatrice socio-sanitaria, in servizio all’ospedale Santa Scolastica di Cassino, era rimasta gravemente ustionata nell’esplosione avvenuta il 24 agosto scorso in un appartamento di via Guado Santa Maria, nella cittadina laziale.
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La donna era stata trasferita nella Capitale a causa della gravità delle ferite riportate nel drammatico incidente. Nello stesso ospedale romano era morto anche il convivente, il 52enne infermiere Carmine Sirica, originario di Sarno e residente a San Valentino Torio, rimasto gravemente ferito nell’esplosione provocata, secondo le prime ricostruzioni, da una fuga di gas.

Katia aveva continuato a lottare per dieci giorni, riportando gravi ustioni sul 70% del corpo. Nella notte, però, il suo quadro clinico è ulteriormente peggiorato fino al decesso.

Restano ancora da chiarire le cause e tutti gli aspetti dell’esplosione. Sulla vicenda è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica di Cassino, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti.

La morte di Katia Adinolfi aggrava ulteriormente il bilancio della tragedia che ha sconvolto le comunità di Nocera Superiore, San Valentino Torio e Sarno, oltre a quella di Cassino, dove la donna e il compagno lavoravano presso l’ospedale Santa Scolastica.