A oltre trent’anni dall’omicidio dei carabinieri Claudio Pezzuto e Fortunato Arena, uno dei responsabili ha terminato di scontare la pena. Resta vivo il ricordo dei due militari, decorati con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria

Trent’anni dopo quella notte di sangue, il nome torna sulle pagine della cronaca. È tornato in libertà uno degli uomini condannati per l’omicidio dei carabinieri Claudio Pezzuto e Fortunato Arena, i due militari dell’Arma uccisi il 12 febbraio 1992 a Pontecagnano Faiano.
Una vicenda che ha segnato profondamente la provincia di Salerno e che rappresenta ancora oggi una delle pagine più dolorose della lotta alla criminalità organizzata nel territorio.
Claudio Pezzuto e Fortunato Arena sono stati entrambi insigniti della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, la massima onorificenza militare italiana, per il coraggio e il sacrificio dimostrati nell’adempimento del proprio dovere.

Il loro nome è rimasto simbolo del sacrificio di tanti appartenenti alle forze dell’ordine caduti per garantire la sicurezza dei cittadini.
A distanza di oltre trent’anni, il ritorno alla libertà di uno dei condannati riporta inevitabilmente l’attenzione su una delle storie più drammatiche della criminalità salernitana, mentre il ricordo di Claudio Pezzuto e Fortunato Arena resta ancora profondamente vivo nelle comunità di Pontecagnano Faiano e di Nocera Superiore, dove riposa il carabiniere Fortunato Arena.

