Al centro dell’inchiesta una ferita infetta dopo l’incidente

Sono 16 i medici iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Torre Annunziata nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Giuseppe D’Auria, 24enne di Scafati, deceduto il 30 luglio scorso in ospedale.
GLI INDAGATI
Nel fascicolo è coinvolta anche la giovane conducente dell’automobile rimasta coinvolta nell’incidente stradale con D’Auria.
LE IPOTESI
Al centro degli accertamenti ci sono le conseguenze dell’incidente e, in particolare, una ferita riportata dal giovane nell’impatto che si sarebbe successivamente infettata e che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe non essere stata adeguatamente valutata e trattata.
IL SINISTRO
L’incidente era avvenuto al confine tra il quartiere Mariconda di Scafati e Santa Maria La Carità. Lo scooter condotto da D’Auria avrebbe sfiorato l’automobile guidata da una ragazza di Pompei, finendo poi contro un palo di ferro arrugginito. La ferita provocata dall’impatto con il palo è ora al centro degli accertamenti della Procura.

I SOCCORSI
D’Auria era stato inizialmente ricoverato all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove gli era stata diagnosticata una frattura del femore. Successivamente era stato trasferito all’Ospedale del Mare di Napoli, dove i medici avevano trattato un’ulteriore frattura nella parte superiore del femore e rilevato un’infezione a carico della ferita precedentemente suturata al San Leonardo. Da qui un ulteriore trasferimento del giovane scafatese all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era stato sottoposto anche a terapia iperbarica.
LE CURE
Le condizioni del 24enne sarebbero già state molto gravi al momento dell’arrivo al Cardarelli e sarebbero progressivamente peggiorate fino al decesso.
LE CAUSE
In un primo momento, la morte era stata ricondotta alle lesioni provocate dall’incidente. L’analisi delle cartelle cliniche avrebbe però fatto emergere alcuni elementi meritevoli di approfondimento, spingendo la Procura a ricostruire il percorso sanitario seguito dal giovane nei tre ospedali.
L’INCHIESTA
Per chiarire le cause del decesso e verificare l’eventuale ruolo di una grave infezione sviluppatasi a partire dalla ferita, è stata disposta una seconda autopsia. Un primo esame autoptico era stato avviato il 6 agosto, ma successivamente era stato bloccato dalla Procura. La nuova autopsia è stata eseguita il 13 agosto.
L’INFEZIONE
Gli accertamenti dovranno ora stabilire se l’infezione della ferita abbia avuto un ruolo determinante nella morte di Giuseppe D’Auria e se siano emerse eventuali responsabilità nell’assistenza e nelle cure ricevute durante i diversi ricoveri.
LA PRECISAZIONE
L’iscrizione dei 16 medici nel registro degli indagati, così come quella della conducente dell’auto, rappresenta un atto necessario per consentire agli interessati di partecipare agli accertamenti e di esercitare il diritto di difesa. Eventuali responsabilità dovranno essere accertate nel corso dell’inchiesta e nelle successive fasi del procedimento.



