Chiesta una maggiore presenza delle forze dell’ordine anche in altri punti della città

Un 13enne sarebbe stato aggredito da un gruppo di coetanei nella serata di sabato a Sarno. Secondo quanto denunciato, il ragazzino sarebbe stato preso di mira nel tentativo di sottrargli la bicicletta elettrica. Prima sarebbe stato accerchiato, poi sarebbe scattato il tentativo di rapina.
L’episodio si è verificato in via Prolungamento Matteotti, nei pressi della sede del Parco del Giudice di Pace. Stando al racconto fornito, il gruppo avrebbe intercettato il 13enne e, dopo averlo minacciato, lo avrebbe spintonato nel tentativo di costringerlo a consegnare la bicicletta.
IL RISCHIO
La situazione avrebbe potuto degenerare ulteriormente se non fosse intervenuta una donna che, in quel momento, si trovava in piazza. La donna sarebbe riuscita a fermare il gruppo e ad allontanare i ragazzi, interrompendo l’aggressione. Prima di lasciare la zona, però, secondo quanto riferito, i minori avrebbero continuato a deridere il 13enne e lo avrebbero fotografato con uno smartphone.
I SOCCORSI
Poco dopo sono arrivati i genitori del ragazzo, che lo hanno accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno. Il 13enne ha riportato escoriazioni al volto e in diverse parti del corpo ed è stato sottoposto alle cure mediche necessarie. Sull’accaduto sono ora in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare i responsabili dell’aggressione. Gli investigatori dovranno inoltre verificare quanto denunciato in merito al presunto tentativo di sottrarre la bicicletta elettrica.

LE REAZIONI
Il consigliere regionale Sebastiano Odierna
«Mi rivolgo direttamente al Commissario prefettizio: Sarno non può essere abbandonata alla violenza. Chiedo che la questione venga portata con urgenza all’attenzione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, affinché i luoghi maggiormente esposti siano presidiati con costanza e sistematicità, soprattutto nelle ore serali e notturne. Occorrono pattuglie visibili, controlli coordinati, illuminazione adeguata, videosorveglianza funzionante e identificazioni immediate», afferma Odierna.
È indispensabilE, aggiunge, anche controllare gli immobili del centro storico formalmente vuoti ma occupati o affittati irregolarmente, verificando contratti, residenze, agibilità, sovraffollamento e condizioni igienico-sanitarie. Per gli stranieri privi di un regolare titolo di soggiorno, devono essere attivate dalle autorità competenti, quando ne ricorrono i presupposti, le procedure di allontanamento o rimpatrio previste dalla legge.
«È inoltre assolutamente urgente avviare un censimento amministrativo degli extracomunitari presenti sul territorio comunale, verificandone residenza, domicilio, condizioni abitative e regolarità del titolo di soggiorno. Non si può continuare a ignorare quante persone vivano effettivamente a Sarno, dove siano alloggiate e a quale titolo. Per coloro che risultano irregolari, il Commissario deve sollecitare immediatamente le autorità competenti ad applicare le procedure di allontanamento o rimpatrio previste dalla legge. È una richiesta che ho già avanzato più volte in Consiglio comunale, in forme e occasioni diverse, ma sulla quale il centrosinistra non ha mai voluto intervenire concretamente, preferendo minimizzare un problema ormai sotto gli occhi di tutti», afferma Odierna.
«Accoglienza e integrazione comportano diritti, ma impongono anche doveri e rispetto delle regole. Chi delinque deve essere perseguito con rigore, indipendentemente dalla nazionalità. Per i minorenni servono sanzioni, percorsi obbligatori di recupero e responsabilizzazione delle famiglie. Continuare a ignorare il problema significa attendere la prima vittima. La situazione è gravissima e impone provvedimenti urgenti, rigorosi e verificabili», conclude Sebastiano Odierna.
Giuseppe Agovino
Il problema, peraltro, non è nuovo, sottolinea Giuseppe Agovino, vicepresidente provinciale di Forza Italia.
«Circa 15-16 anni fa – scrive Agovino – portai in Consiglio comunale un progetto chiamato “Sviluppo delle aree depresse”, che partiva proprio da questa consapevolezza: il centro storico si era progressivamente svuotato, diventando una periferia nel cuore della città. L’idea era incentivare l’apertura di nuove attività, creare un vero e proprio centro commerciale naturale nelle strade di Sarno, produrre occupazione e, soprattutto, ripopolare il centro. Da quella impostazione nacquero poi anche esperienze come le “Vie del Gusto”.

La convinzione era semplice: un territorio vissuto è un territorio presidiato.
Oggi quella riflessione torna purtroppo attuale. Quando una città si svuota, lascia spazio ad altri. La sicurezza non può essere affidata soltanto ai controlli: serve una visione complessiva della città, capace di tenere insieme sicurezza, commercio, scuola, cultura e integrazione.
Non voglio usare quanto accaduto per fare politica. I nostri ragazzi sono tutti i nostri figli. Ma proprio per questo credo sia necessario chiedere, nell’immediato, controlli interforze nei punti di aggregazione e sul territorio, verifiche sulle condizioni abitative e sul rispetto delle regole, attenzione alla frequenza scolastica e percorsi concreti di integrazione.
E, soprattutto, dobbiamo tornare a vivere Sarno: sostenere il commercio, riempire di vita strade e piazze, investire nella cultura e nella scuola. Non per contrapporci a qualcuno, ma per prenderci cura della nostra comunità. Sarno non si difende con gli slogan. Sarno si difende vivendola, insieme».



