Muore il giorno del matrimonio, tragedia a Siano. Domani i funerali

Ieri il ricovero all’ospedale di Nocera, oggi il decesso. Il cordoglio della comunità

Doveva essere il giorno del matrimonio con Antonio. Per Serafina Di Filippo, 37 anni, di Siano, invece, è arrivata la morte. Un malore improvviso ieri ha reso necessario il trasporto all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, dove la donna è deceduta questa mattina, proprio nel giorno in cui erano state fissate le nozze, alle ore 11.
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Una tragedia che ha sconvolto la famiglia e l’intera comunità di Siano. Serafina, dipendente di una cooperativa di servizi, avrebbe dovuto sposare il collega Antonio, originario del Casertano, con il quale aveva stabilito la propria residenza a Siano.

I FUNERALI
Il rito funebre sarà celebrato domani, domenica 23 agosto, alle ore 16.30, nella chiesa di Maria Santissima dell’Annunziata a Siano, dove la salma giungerà dall’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.

IL CORDOGLIO
Il sindaco Giorgio Marchese, che avrebbe dovuto celebrare il matrimonio alle ore 11, ha affidato ai social il proprio dolore:

«Oggi avrei dovuto celebrare il matrimonio di Serafina, in un giorno che doveva essere di gioia e di festa. Un destino tragico e terribile ce l’ha portata via proprio oggi, lasciando un dolore che non trova parole. Come sindaco e a nome dell’intera comunità, mi stringo con profonda commozione alle famiglie Di Filippo e Fimiani e a tutti coloro che le hanno voluto bene. Un pensiero particolare alla piccola Rosa, che oggi avrebbe dovuto vivere insieme alla sua mamma uno dei giorni più belli. Riposa in pace, Serafina».
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SIANO SI FERMA
Il sindaco ha poi rivolto un appello alla comunità:
«In queste ore così drammatiche, davanti alla tragica e prematura scomparsa di Serafina, sento, insieme all’Amministrazione comunale, il dovere di rivolgere un invito a tutta la comunità. Per rispetto del dolore che ha colpito la nostra città, invitiamo tutti, per oggi e domani, a sospendere le attività e le iniziative di festa, a mettere da parte la musica e ogni forma di intrattenimento. Non è un atto formale, né la proclamazione di un lutto cittadino, ma semplicemente un gesto spontaneo di rispetto, sensibilità e vicinanza. Ci sono momenti in cui una comunità deve sapersi fermare, lasciare da parte la festa e stringersi, anche nel silenzio, attorno a chi sta vivendo un dolore così grande.

Chiedo a tutti di unirsi a questo gesto. Oggi Siano si fermi e si stringa intorno alla famiglia di Serafina. Che il suo ricordo rimanga nei nostri cuori. Giorgio».
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IL SACERDOTE
Anche don Gianluca Cipolletta ha espresso la propria vicinanza alle famiglie Di Filippo e Fimiani:
«Ci sono giorni nei quali la fede è chiamata a pronunciare parole che umanamente sembrano impossibili. Oggi ci stringiamo nella preghiera alle famiglie Di Filippo e Fimiani, profondamente provate dalla prematura scomparsa della cara Serafina. È difficile comprendere come il giorno che avrebbe dovuto celebrare il suo matrimonio, l’inizio di una nuova pagina della sua vita, sia diventato il giorno del suo incontro con il Signore.

Davanti a un dolore così grande non cerchiamo spiegazioni facili. Restiamo sotto la Croce, dove anche il Figlio di Dio ha attraversato il dolore, il distacco e la morte. E proprio dalla Croce nasce la nostra speranza: la morte non è l’ultima parola.

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25). Affidiamo Serafina alle braccia misericordiose del Padre. E affidiamo in modo particolare al Signore la sua bambina: possa crescere circondata dall’amore della sua famiglia e possa un giorno conoscere, attraverso chi le sarà accanto, tutto l’amore che la sua mamma ha avuto per lei.

Alla sua famiglia e a tutti coloro che oggi hanno il cuore spezzato chiediamo, per intercessione della Vergine Maria e di San Rocco, la forza di attraversare quest’ora così buia, sostenuti dalla certezza cristiana che coloro che amiamo non sono perduti: sono affidati a Dio. Oggi non servono molte parole. Serve la preghiera. Serve la vicinanza. Serve una fede che, anche tra le lacrime, continui a sussurrare: Signore, nelle tue mani affidiamo Serafina
».