Ferragosto, Salerno sfiora il sold out: boom di turisti stranieri

Turismo a Salerno, stranieri in aumento a Ferragosto mentre il Cilento risente del calo dei turisti italiani

SALERNO – Sono ancora una volta i turisti stranieri a sostenere il turismo salernitano nel periodo di Ferragosto. Spagnoli, americani, francesi, inglesi, tedeschi, indiani, russi e coreani contribuiscono a spingere verso livelli record l’occupazione delle strutture ricettive, con alberghi e attività extralberghiere che, in diverse zone della provincia, si avvicinano o raggiungono il 90 per cento delle camere disponibili.
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I DATI E L’ANALISI
Barbara Caggiano, su Il Mattino, sottolinea che a registrare le performance migliori sono Salerno città e la Costiera amalfitana, dove il trend positivo è iniziato già nelle prime settimane di agosto. Più complessa, invece, la situazione nel Cilento, territorio storicamente legato soprattutto alla clientela italiana e che risente maggiormente della contrazione della domanda interna.

A pesare è soprattutto la riduzione della capacità di spesa delle famiglie italiane, alle prese con un aumento generalizzato dei costi e con bilanci familiari sempre più difficili da sostenere.

LA RILEVAZIONE SUGLI ITALIANI IN VACANZA
La rilevazione Tecné per Federalberghi nazionale evidenzia che circa una persona su due quest’estate rinuncerà alle ferie. Il 52,8 per cento degli intervistati indica proprio le condizioni economiche familiari come principale motivo della rinuncia. Seguono le difficoltà organizzative in famiglia, indicate dal 25,7 per cento, e i motivi di salute, che incidono per il 24,5 per cento. L’aumento dei prezzi rappresenta un ostacolo per l’11,2 per cento, mentre il 10,4 per cento deve fare i conti con gli impegni lavorativi. Un ulteriore 6,6 per cento, invece, non rinuncerà alla vacanza, ma sceglierà di partire in un altro periodo dell’anno.

A SALERNO
A Salerno città, la riduzione dei consumi interni incide meno sulla ricettività. Le principali piattaforme online mostrano infatti una disponibilità ormai ridotta al minimo per il weekend di Ferragosto, da venerdì 14 a domenica 16 agosto. Le strutture ancora prenotabili sono appena 31, mentre circa il 93 per cento dei bed and breakfast e delle case vacanza risulta già occupato.

Anche i prezzi raccontano una situazione caratterizzata da una forte domanda. Le poche disponibilità rimaste vengono pubblicizzate con formule come “ultima occasione” o “ne resta solo una”. Per due persone, il costo può partire da circa 212 euro per due notti e arrivare a sfiorare i 700 euro nelle strutture di fascia più alta.

In città la permanenza media si attesta generalmente sulle due o tre notti. Una situazione simile si registra anche in Costiera, dove però le strutture di lusso contribuiscono ad alzare significativamente la media dei prezzi.

IN COSTIERA AMALFITANA
Differenze molto più marcate si registrano in Costiera amalfitana. Nello stesso fine settimana, ad Amalfi le tariffe oscillano da circa 335 euro fino a oltre 4mila euro, mentre a Positano si parte da circa 435 euro per arrivare a superare i 12mila euro. In quest’ultimo caso, il prezzo più elevato riguarda ville private, una soluzione particolarmente apprezzata dal pubblico americano.

IL COMMENTO
Raffaele Esposito, di Federalberghi, invita però alla prudenza nella lettura dei dati. «Non sono abituato a parlare senza avere alla mano dati precisi, di cui disporremo solo in seguito», spiega, sottolineando che saranno proprio i numeri sui pernottamenti a consentire una valutazione definitiva della stagione.

«In generale, ascoltando gli operatori del settore, la situazione è positiva. Il tasso di occupazione legato alle prenotazioni era ottimo già una decina di giorni fa. Adesso, con i last minute, potrà andare solo meglio». Secondo Esposito, diverse aree della provincia di Salerno potrebbero arrivare al sold out.

«Gli investimenti che si stanno mettendo in campo, a partire da quelli della Camera di Commercio, sono sicuramente preziosi per poter fare sempre meglio», aggiunge, annunciando la richiesta di un tavolo di confronto con le istituzioni.

Il punto centrale, per Federalberghi, resta infatti quello di distinguere tra semplici visitatori e veri turisti. «Si può parlare veramente di turismo quando ci si confronta sui numeri dei pernottamenti», sottolinea Esposito. Sono infatti i soggiorni a produrre gli effetti economici più significativi sul territorio.

IL CILENTO
Più difficile appare invece la situazione del Cilento, dove la prevalenza della clientela italiana rende più evidente l’effetto della crisi. Il lungo soggiorno sembra ormai diventato sempre più raro. Le famiglie che un tempo affittavano una casa per un intero mese sono sempre meno numerose e anche una settimana di vacanza rappresenta ormai una scelta non scontata. Tengono maggiormente le prenotazioni per i fine settimana, spesso limitate a una o due notti.

A beneficiare di questa tendenza è soprattutto l’entroterra, dove i prezzi più contenuti e la presenza di strutture dotate di numerosi servizi rendono la vacanza più accessibile anche a chi deve fare i conti con mutui, prestiti e bollette.

I B&B
Sulla stessa linea Agostino Ingenito dell’Abbac, che invita a non lasciarsi andare a letture eccessivamente ottimistiche. «Ci confermiamo una delle grandi piattaforme turistiche internazionali per la straordinaria mobilità», osserva, ma «milioni di persone in movimento non equivalgono automaticamente a milioni di pernottamenti aggiuntivi o a strutture ricettive tutte occupate».

Il ragionamento parte dalla differenza tra le diverse tipologie di viaggiatori: un crocierista che resta poche ore in città, chi utilizza un aeroporto per partire dall’Italia, un escursionista diretto verso un’isola e un turista che soggiorna cinque notti producono infatti ricadute economiche molto diverse.

Per Ingenito, dunque, la vera sfida dell’estate 2026 sarà capire quanto l’enorme mobilità turistica riesca a trasformarsi in permanenza effettiva, occupazione delle camere, consumi e ricchezza distribuita sul territorio. È su questi indicatori, più che sui semplici flussi di visitatori, che si misurerà realmente la forza della stagione turistica salernitana.