Bus destinati all’Agro, Irno e Piana del Sele: impossibile rientrare la sera da Salerno

Ridotti gli orari dei bus, pochi treni

In fuga da Salerno per i prezzi folli delle case, centinaia di salernitani hanno iniziato, da anni, a popolare l’hinterland della città d’Arechi. Ma per chi lavora fino a tardi e non svolge il proprio servizio nei canonici “orari d’ufficio”, il rientro serale si trasforma in un incubo: treni e pullman smettono di circolare quando le attività sono ancora nel pieno svolgimento. L’auto cessa così di essere una scelta e diventa l’unica, obbligata via di salvezza per evitare di rimanere a piedi. L’illusione di potersi muovere come nelle grandi città, sfruttando i mezzi pubblici, infatti, si infrange ogni sera contro il muro degli orari del trasporto pubblico locale.
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I DATI DI UN DISASTRO PER L’IRNO
Da anni Salerno, sottolinea Alessandro Mosca su *La Città*, registra un fenomeno demografico ed economico chiarissimo: la città d’Arechi, stretta nella morsa della “bolla immobiliare” che ha fatto schizzare alle stelle i prezzi delle case e degli affitti, sta progressivamente perdendo il suo ceto medio, a partire dai giovani lavoratori e dalle famiglie under 40 che, per trovare un tetto alla portata delle proprie tasche, scelgono di vivere nel comprensorio del capoluogo.

In questo scenario, la Valle dell’Irno si è trasformata in una sorta di grandissimo quartiere residenziale, un prolungamento di Salerno. Ma i servizi continuano a latitare.

SENZA POSSIBILITÀ
Provate a chiudere la saracinesca del vostro negozio in centro dopo le 20, oppure a uscire da un ufficio dopo aver ultimato una pratica in ritardo. O, ancora, a terminare il turno serale come camerieri in un bar o in un ristorante. Se abitate nel territorio compreso tra Pellezzano e Mercato San Severino e sperate di poter fare affidamento sui mezzi pubblici per tornare a casa, preparatevi a una brutta sorpresa. Nella fascia serale, infatti, scatta una sorta di “coprifuoco”.

Il pullman di linea numero 10 di Busitalia, che da Salerno si inerpica verso San Severino, passando per Pellezzano, Baronissi e Fisciano, effettua l’ultima corsa feriale, così come nei festivi, alle 20.45. Ancora più stringente è la situazione per la linea 22, che collega Salerno al campus dell’Università attraversando Pellezzano e Baronissi. L’ultimo bus feriale parte dal capolinea di via Vinciprova alle 19.50, mentre nei festivi si spinge fino alle 20.05. L’ultimo rientro dalla frazione di Lancusi è invece alle 20.40 nei feriali e alle 20.55 nei festivi. Se il vostro orario di lavoro supera le 21, siete tagliati fuori dal mondo.

Qualcuno potrebbe ricordare che c’è anche la possibilità di utilizzare il treno. Ma i regionali della tratta Salerno-Mercato San Severino sembrano seguire il ritmo del sole: l’ultimo convoglio utile dalla stazione di piazza Vittorio Veneto per San Severino parte alle 20.34, mentre l’ultimo rientro verso il capoluogo è alle 21.24.
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PIANA DEL SELE
Gli ostacoli del comprensorio. Allargando lo sguardo agli altri comuni, la situazione migliora solo marginalmente.

A sud, verso la Piana del Sele, la linea bus 8, che collega Salerno a Battipaglia passando per Pontecagnano e Bellizzi, fissa l’ultima corsa feriale da via Vinciprova alle 21.30, ma nei festivi arretra clamorosamente alle 20.30. Le partenze da Battipaglia terminano alle 22.30 nei feriali e alle 20.20 nei festivi.

Sul ferro, l’ultimo treno per Battipaglia parte alle 22.03, mentre per Eboli il servizio “chiude” alle 20.20, con la corsa sostituita da un autobus. L’ultimo rientro da Eboli è alle 22.34.

VIETRI-CAVA-NOCERA-ROCCAPIEMONTE
Verso nord, la linea 9 per Siano, che attraversa Vietri, Cava de’ Tirreni, Nocera Superiore e Roccapiemonte, vede l’ultima corsa feriale da via Vinciprova alle 21.15 e alle 20.50 nei festivi, con ritorni da Siano rispettivamente alle 21.15 e alle 21.05. L’ultimo treno per Nocera Inferiore, con transito per Cava de’ Tirreni, parte invece alle 21.37, mentre il rientro verso Salerno è previsto alle 23.02.
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L’UNICA POSSIBILITÀ: L’AUTO
Non resta che l’auto. Le conseguenze di questa situazione si riversano quotidianamente sulle strade. Per il pendolare, l’automobile cessa di essere una scelta per trasformarsi in un obbligo.

Questo significa un salasso economico per le famiglie, già gravate dal caro carburante, dall’usura del mezzo e dalle tariffe assicurative elevate della nostra regione; un impatto ambientale pesante per una città che spesso soffoca nello smog; e un congestionamento strutturale del traffico, con il raccordo Salerno-Avellino e la tangenziale frequentemente molto congestionati.