Scafati, la Cassazione dispone un nuovo giudizio di secondo grado per Aliberti e altri

Prima l’assoluzione, poi l’inammissibilità dell’appello, ora la Suprema Corte dispone un nuovo giudizio di secondo grado

Torna al centro dell’attenzione giudiziaria il processo “Sarastra”. La Corte di Cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Salerno, disponendo il rinvio a un nuovo collegio della Corte d’Appello di Salerno.

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UNA LUNGA VICENDA
La vicenda nasce dalla decisione dei giudici di secondo grado che, a inizio marzo, avevano dichiarato inammissibile l’istanza della pubblica accusa relativa agli imputati nel procedimento sul presunto voto di scambio a Scafati.

LE SENTENZE
Due anni fa, in primo grado, il processo davanti al Tribunale di Nocera Inferiore sullo scambio politico-mafioso a Scafati era terminato con un’assoluzione. A marzo si era tenuto l’appello, ma la Corte di secondo grado aveva dichiarato inammissibile la richiesta della Procura, ritenendola presentata con modalità diverse da quelle previste dalla nuova normativa. La Dda ha però obiettato davanti alla Suprema Corte che lo strumento utilizzato a Salerno era l’unico modo possibile per depositare l’atto, a causa del mancato funzionamento del nuovo sistema telematico.

La Suprema Corte, valutate le motivazioni della Procura, ha quindi accolto il ricorso e disposto un nuovo giudizio, riaprendo di fatto il procedimento.

IL PERCHÉ DELLE PRIME ASSOLUZIONI
I giudici del primo grado avevano sottolineato come non fosse emersa con certezza l’esistenza di un accordo tra il clan Loreto-Ridosso e gli imputati, né per le elezioni comunali del 2013 né per quelle regionali del 2015. In particolare, secondo i giudici, mancava la prova concreta di un “contratto” elettorale stipulato con modalità mafiose, anche in relazione alla candidatura di Monica Paolino, ex consigliera regionale di Forza Italia e moglie del sindaco di Scafati.

Tra gli imputati figurano il sindaco Pasquale Aliberti, ritenuto dalla Dda il presunto “dominus” dell’accordo politico-mafioso, la moglie Monica Paolino, il fratello Nello Maurizio Aliberti, oltre a Roberto Barchiesi, Giovanni Cozzolino e Ciro Petrucci.

IL NUOVO PROCESSO
Ora, però, la parola torna nuovamente ai magistrati. Dopo le assoluzioni iniziali e il successivo stop procedurale, la decisione della Cassazione riapre ufficialmente il caso “Sarastra”, lasciando ancora incerto l’esito definitivo dell’intera vicenda giudiziaria.