Acquisita la documentazione sul Pua: gli investigatori approfondiscono la vicenda urbanistica dell’area strategica cittadina

L’ACCESSO
Gli agenti della Squadra Mobile tornano al Comune di Salerno e vanno via con diversi faldoni. Martedì, nel pomeriggio, sono stati notati uscire da Palazzo di Città almeno cinque poliziotti con sotto braccio numerosi fascicoli. Acquisita la documentazione relativa all’intera vicenda del Pua di Foce Irno, a partire dalla cessione dei suoli nel 1995 da parte di Italcementi a favore del Comune di Salerno.

LA VERIFICA
Un’acquisizione che lascia presagire un approfondimento investigativo da parte della Procura di Salerno, diretta dal procuratore capo Raffaele Cantone, su una vicenda che negli anni ha portato all’edificazione del Grand Hotel Salerno e ad altre iniziative. Queste ultime sono finite sotto la lente d’ingrandimento della Squadra Mobile e della magistratura inquirente.
L’OGGETTO DELLE VERIFICHE
Al centro degli approfondimenti ci sarebbero le iniziative della proprietà sui suoli destinati all’area parcheggio di Foce Irno.
L’ATTENZIONE
In questi mesi si sono svolte diverse riunioni anche con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno, che avrebbe espresso parere negativo all’iniziativa. Il progetto potrebbe tuttavia tornare in pista in caso di presentazione di ulteriore documentazione da sottoporre all’ente preposto alla tutela del paesaggio.
AREA STRATEGICA
Quella di Foce Irno è un’area centrale e strategica per Salerno, situata nei pressi della stazione ferroviaria e di piazza della Concordia, dove si inserisce anche il progetto del Comune di ampliamento del porto Masuccio Salernitano. Una centralità che si rafforza considerando che il sito si trova lungo gli assi di collegamento verso la zona orientale della città e la Lungo Irno.
L’IDEA
Un progetto che negli ultimi tempi ha attirato l’attenzione di molti, trattandosi di un intervento di notevole valore commerciale, ma sul quale si discute anche per l’impatto che potrebbe avere in una zona particolarmente delicata della città.
LE TAPPE
Nel novembre di tre anni fa, l’area di Foce Irno è stata venduta all’asta per 12 milioni di euro a una società di Solofra.
L’area di Lungomare Tafuri fu divisa in due porzioni da 7.500 metri quadrati ciascuna, ognuna valutata 6 milioni di euro, con il vincolo di una destinazione “terziaria”. Su quei suoli, dunque, potevano essere realizzate esclusivamente strutture a destinazione turistica, come alberghi e attività ricettive.

L’ACQUISTO
Ad acquisire i due lotti è stata la stessa società “Hotel Salerno Srl”, con sede legale in via Felice De Stefano, una delle principali arterie di Solofra, in provincia di Avellino.
Nei giorni scorsi si è interessato della questione anche il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli, che ha presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta.
Al Governo è stato chiesto di verificare la legittimità dell’operazione e la permanenza dei vincoli che avevano caratterizzato l’acquisizione originaria dell’area da parte del Comune di Salerno. Bicchielli sottolinea come nell’area dovesse essere mantenuta la destinazione pubblicistica, definita elemento essenziale dell’accordo tra le parti.
Con la vendita dei suoli, per un valore complessivo di 12,3 milioni di euro, sono stati inoltre trasferiti diritti edificatori pari a circa 15.000 metri quadrati di superficie lorda.
