Omicidio Esposito, il 26enne tunisino lo ha premeditato. Ora rischia l’ergastolo

Il Gip convalida il fermo e dispone il carcere per l’indagato

Quello di Luigi (Luca) Esposito, il 53enne giornalista sportivo nocerino trovato morto lo scorso 19 luglio in località Bivio Cioffi, a Eboli, sarebbe stato un omicidio premeditato e caratterizzato da particolare crudeltà.

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LE ACCUSE
Il Gip ha qualificato quello di Esposito come un omicidio pluriaggravato e, questa mattina, ha convalidato il fermo di indiziato di delitto del 26enne tunisino Ridha Rahmoumi, bloccato nella notte tra venerdì e sabato scorsi dai carabinieri in un casolare abbandonato a Santa Cecilia di Eboli, a circa tre chilometri dal luogo dell’assassinio, disponendone la custodia cautelare in carcere.

RISCHIO ERGASTOLO
La Procura di Salerno vede così confermata dal giudice la propria ipotesi accusatoria sull’omicidio di Esposito, con una contestazione che potrebbe portare l’indagato anche alla condanna all’ergastolo. Le indagini proseguono per chiarire definitivamente il movente del delitto che, secondo quanto dichiarato dall’extracomunitario, sarebbe riconducibile alle continue avances del giornalista, iniziate dopo il loro primo incontro del 28 giugno scorso, finalizzate a ottenere prestazioni sessuali, così come sarebbe già avvenuto con alcuni suoi connazionali. Richieste che, a suo dire, avrebbe sempre respinto perché contrarie ai principi della sua religione.