Un anno fa la tragedia che costò la vita a Carmela Quaranta, poi la confessione dell’indagato. Restano dubbi sul movente

Omicidio di Carmela Quaranta a Mercato San Severino: rinviato a giudizio il 56enne Gerardo Sellitto, ex compagno della donna. Il piccolo imprenditore edile, reo confesso dell’assassinio, affronterà il processo davanti alla Corte d’Assise di Salerno a partire dal prossimo 19 ottobre.

LA CONFESSIONE
L’imputato aveva avuto una relazione con la 42enne sua concittadina. Secondo la sua versione, la donna avrebbe voluto riallacciare il rapporto sentimentale, mentre lui non avrebbe avuto alcuna intenzione di riprendere la relazione.
Di fronte alle sue insistenze, l’uomo sarebbe arrivato a strangolarla al termine di un litigio scoppiato tra il 18 e il 19 aprile dello scorso anno, in pieno periodo pasquale. Sellitto, separato, non avrebbe voluto riallacciare quel legame e si sarebbe così determinato all’insano gesto.
LE INDAGINI
La vittima fu trovata nella camera da letto della sua abitazione di via Trieste, a Mercato San Severino, in pigiama e priva di vita, con evidenti segni di strangolamento.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino e del pubblico ministero Viviana Vessa, supportate anche da una consulenza dei Ris, portarono all’arresto di Sellitto e alla denuncia a piede libero di un suo amico, che successivamente è uscito dall’inchiesta e non figura più tra gli imputati.
IL MOVENTE
Il piccolo imprenditore, assistito dai suoi legali, gli avvocati Carmine Guadagno e Sergio Cola, rese due confessioni scritte nelle quali si è assunto la responsabilità dell’omicidio, offrendo la propria interpretazione del movente che avrebbe portato al delitto.
I DUBBI
Il processo dovrà però accertare il reale motivo dell’omicidio. Secondo gli investigatori, infatti, potrebbero esserci state diverse motivazioni alla base del delitto, comprese ragioni di natura economica.
IL PROBLEMA DELL’ABBREVIATO
La difesa dell’imputato aveva chiesto, durante l’udienza di ieri, la celebrazione del processo con il rito abbreviato, al momento non consentito per la contestazione dell’aggravante legata alla relazione affettiva intercorsa tra i due. Su questo aspetto, tuttavia, vi sarà modo di discutere nel corso del dibattimento.
Il marito e le due figlie della vittima si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Luigia Di Mauro. Lo stesso hanno fatto altri familiari della donna, rappresentati dall’avvocato Viviana Nobile.
LA SCOPERTA DEL CADAVERE
Alla tragica scoperta si arrivò grazie all’allarme lanciato da un’amica, preoccupata perché da giorni non riusciva a mettersi in contatto con Carmela Quaranta. A quel punto intervennero i vigili del fuoco, che entrarono nell’abitazione e rinvennero il corpo senza vita della donna.
A insospettire immediatamente gli inquirenti furono l’assenza del telefono cellulare della vittima e i segni presenti sul collo.
Le indagini portarono all’identificazione del 56enne imprenditore anche grazie ai risultati dell’autopsia, eseguita dal medico legale Giuseppe Consalvo. Gli accertamenti consentirono di arrivare al fermo di Sellitto attraverso l’acquisizione e l’analisi dei tabulati telefonici, delle celle di traffico, delle immagini di videosorveglianza, dei dati di posizione Gps e di numerose testimonianze.
Poco più di un anno dopo quei fatti, inizierà il processo. Nel frattempo l’imputato ha confessato l’assassinio, anche se resta ancora da chiarire quale sia stato l’effettivo movente del delitto.
