I sindaci chiedono le dimissioni del commissario liquidatore e denunciano il mancato rispetto delle decisioni del Consiglio di Distretto. Appello alla Regione Campania per garantire trasparenza e restituire ai Comuni il controllo del 51% di GORI

La Rete dei Comuni per l’acqua pubblica lancia un duro attacco alla gestione della liquidazione dell’ex ATO 3 Sarnese Vesuviano, definendo «un colpo di mano» le iniziative assunte dal commissario liquidatore Giuseppe Parente. Al centro della contestazione ci sono la proposta di costituire una holding per la gestione delle quote di GORI e il presunto superamento del percorso condiviso dal Consiglio di Distretto. I Comuni chiedono un cambio di rotta, le dimissioni del commissario e il rispetto degli impegni assunti per il trasferimento del 51% delle quote del gestore idrico agli enti locali.
IL COMUNICATO STAMPA
La Rete dei Comuni per l’acqua pubblica ritiene che la gestione della liquidazione dell’ex Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano abbia ormai raggiunto un punto di non ritorno.

La nomina di Giuseppe Parente, avvenuta nell’ottobre 2024, da parte dell’allora presidente della Giunta regionale della Campania, quale commissario unico liquidatore dei soppressi Enti d’Ambito ha determinato una sovrapposizione di incarichi che, da tempo, solleva rilevanti interrogativi sotto il profilo dell’incompatibilità, dell’opportunità istituzionale e della separazione delle funzioni. Parente, oltre all’incarico retribuito di commissario, al contempo riveste la carica di sindaco di un Comune del salernitano, di coordinatore del Distretto idrico Sele, di componente del comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano e attualmente anche di presidente della Provincia di Salerno.
Considerato che il disciolto Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano continua a detenere la partecipazione di maggioranza nel gestore GORI SpA ed è ancora chiamato a concludere la propria liquidazione, riteniamo indispensabile che ogni scelta debba essere improntata alla massima indipendenza, trasparenza e imparzialità, evitando situazioni che possano ingenerare dubbi sull’autonomia delle decisioni.

Ancora più grave è quanto accaduto sul piano istituzionale.
Il Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano, accogliendo la richiesta avanzata dalla Rete dei Comuni per l’acqua pubblica, aveva deliberato all’unanimità la costituzione di un tavolo tecnico per elaborare in tempi rapidi una proposta condivisa sulle modalità di trasferimento ai Comuni del 51% delle quote di GORI detenute dal disciolto ATO 3.
Quella decisione rappresentava un preciso impegno assunto nei confronti dei 76 Comuni dell’ambito e di un milione e mezzo di cittadini, fondato sul confronto istituzionale e sulla partecipazione degli enti locali. Nel giro di pochi mesi, però, quel percorso resta lettera morta e risulta, nei fatti, superato dalle iniziative assunte dal commissario liquidatore senza che sia stata mai presentata o discussa la proposta condivisa che il Consiglio di Distretto aveva demandato al tavolo.
Come se non bastasse, incredibilmente si viene a conoscenza che il commissario, dopo esser stato a lungo sordo alle richieste dei Comuni, ha convocato per oggi, 23 luglio, un incontro presso la sala baronale del municipio di Torre del Greco per raccogliere orientamenti dei sindaci e approvare un documento di mandato a se stesso per la predisposizione degli atti tecnico-amministrativi per la creazione di una holding, con il rischio che sorga un nuovo carrozzone societario sulle spalle dei cittadini. Una scelta che vuole deliberatamente scavalcare ogni processo democratico e rappresenta una grave smentita degli indirizzi espressi dall’unico organo rappresentativo dei Comuni, finendo per svuotare di significato un percorso partecipato costruito con il contributo delle amministrazioni locali.
Per queste ragioni, la Rete dei Comuni ritiene che sia definitivamente venuto meno il necessario rapporto di fiducia tra la presidenza della Giunta regionale, i Comuni del territorio e il commissario liquidatore Giuseppe Parente, che dovrebbe rassegnare le dimissioni immediatamente per poter garantire l’avvio di una nuova fase, improntata al pieno rispetto degli indirizzi espressi dal Consiglio di Distretto, alla massima trasparenza amministrativa e alla rapida conclusione dell’annosa vicenda della liquidazione del soppresso ATO.
I Comuni devono tornare ad essere protagonisti delle decisioni che riguardano il patrimonio pubblico e il futuro del servizio idrico nel più grande e importante distretto della Campania. Dopo oltre 14 anni di commissariamento è necessario chiudere definitivamente questa vicenda, restituendo subito ai Comuni il 51% delle quote di GORI attraverso lo strumento della convenzione tra enti locali e dando finalmente attuazione alla volontà popolare espressa con i referendum sull’acqua pubblica. Al presidente Roberto Fico e all’assessora regionale all’ambiente, Claudia Pecoraro, l’impegno di essere garanti della democrazia e del rispetto delle regole in un momento così delicato.
