Corteo fino al Mauro Scarlato. Aliberti: «Con il punto di primo soccorso si muore. Servono sale operatorie e posti letto». Resta il nodo della carenza di personale sanitario


Circa 2.500 persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata per chiedere la riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati. Un corteo partito da piazza Vittorio Veneto e giunto fino al presidio ospedaliero, simbolo di una battaglia che da anni coinvolge non solo la città di Scafati ma l’intero comprensorio dell’Agro nocerino-sarnese.
«Un corteo silenzioso partito da Piazza Vittorio Veneto e arrivato presso l’Ospedale Mauro Scarlato di Scafati. Una manifestazione composta e partecipata che ha visto la presenza di tanti cittadini, associazioni, giovani e rappresentanti delle istituzioni», ha dichiarato il sindaco Pasquale Aliberti.

Alla mobilitazione hanno preso parte sindaci e delegati dei Comuni di Siano, San Marzano sul Sarno, Cava de’ Tirreni, Sant’Egidio del Monte Albino, Trecase, Nocera Superiore, Angri, Santa Maria la Carità, Ottaviano, Boscoreale, Sant’Antonio Abate, Mercato San Severino e Sala Consilina, oltre a parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali, rappresentanti dell’Associazione Medica, il Comitato per l’Ospedale di Agropoli, i Forum dei Giovani, la Croce Rossa e numerosi cittadini.
La necessità di un ospedale strategico
La richiesta di riattivare pienamente il presidio ospedaliero nasce da esigenze concrete. Scafati è infatti uno dei territori a più alta densità abitativa della Campania e soffre quotidianamente problemi di viabilità che spesso rallentano anche i mezzi di soccorso.
Raggiungere gli ospedali di Nocera Inferiore, Sarno o Castellammare di Stabia può richiedere tempi considerevoli, soprattutto nelle ore di maggiore traffico. Per questo molti cittadini ritengono indispensabile restituire allo Scarlato il ruolo di ospedale di riferimento per il territorio.
La struttura, che per decenni ha ospitato numerosi reparti, fu progressivamente depotenziata dopo il piano di riordino della sanità campana del 2011.
Il problema: il Pronto Soccorso da solo non basta
Nel corso della manifestazione è emersa con forza una convinzione condivisa da amministratori e operatori del settore: la sola riapertura del Pronto Soccorso non sarebbe sufficiente senza il completamento delle infrastrutture necessarie a garantire un’assistenza ospedaliera completa.
Tra le priorità indicate vi è la riattivazione del blocco operatorio, considerata indispensabile per stabilizzare e trattare i pazienti più gravi senza doverli trasferire in altre strutture.
«Tutti siamo convinti della necessità di accelerare il percorso verso la riapertura del Pronto Soccorso. Restano infatti da realizzare interventi fondamentali, a partire dal completamento delle sale operatorie, indispensabili per la piena riattivazione del presidio», ha sottolineato Aliberti.
Il sindaco, che è anche medico, ha ribadito la propria posizione: «Con il punto di primo soccorso si muore. C’è bisogno di un vero ospedale. Da qui la necessità di completare il blocco operatorio dello Scarlato per poter realmente stabilizzare i pazienti. Vigileremo settimana dopo settimana affinché vengano rispettati gli impegni assunti».
Tra le richieste avanzate vi è anche l’incremento dei posti letto, con l’obiettivo di raggiungere nel breve periodo quota 80 e, successivamente, oltre 150 posti, come previsto dal piano aziendale.

Il nodo della carenza di personale
Accanto alle opere strutturali, resta però una questione cruciale: la disponibilità di personale sanitario.
La riapertura di un ospedale moderno richiede medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico-amministrativo in numero adeguato. Una problematica che interessa l’intera sanità campana e nazionale, già alle prese con difficoltà nel reperire professionisti per ospedali, Case di Comunità e servizi territoriali.
Per questo motivo, la piena riattivazione dello Scarlato non dipenderà soltanto dagli investimenti infrastrutturali, ma anche dalla capacità di programmare nuove assunzioni e garantire organici adeguati.
La sfida per la sanità campana
Secondo molti amministratori locali, la soluzione passa anche attraverso un rafforzamento delle risorse destinate alla sanità regionale. Da anni la Campania chiede una revisione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale che tenga conto non solo della popolazione residente, ma anche dei milioni di turisti e visitatori che ogni anno usufruiscono dei servizi sanitari regionali.
«Quella per l’ospedale è una battaglia che da troppo tempo attende risposte concrete. Una battaglia che richiede unità, partecipazione e determinazione», ha concluso Aliberti. «Per questo ringraziamo tutti coloro che hanno scelto di esserci, dando voce a una comunità che chiede semplicemente il rispetto di un diritto fondamentale: quello alla salute».
