Un confronto sul futuro del giornalismo tra sfide digitali, deontologia e intelligenza artificiale


Grande partecipazione venerdì scorso presso la Biblioteca Comunale di Nocera Inferiore per il convegno dal titolo “Potere, informazione e libertà di espressione al tempo dei social network”, appuntamento che ha richiamato cittadini, professionisti e appassionati interessati ai cambiamenti che stanno interessando il mondo dell’informazione.
L’iniziativa, promossa dall’ex sindaco Manlio Torquato, ha offerto l’occasione per un approfondito confronto sulle trasformazioni del giornalismo nell’era digitale, sulle opportunità offerte dai nuovi strumenti di comunicazione e sui rischi legati alla progressiva disintermediazione dell’informazione.
A discutere del tema sono stati Andrea Manzi, docente di Comunicazione Giornalistica Multimediale presso l’Università degli Studi di Salerno e fondatore del quotidiano La Città, e Carlo Verna, già presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, con una lunga esperienza professionale in Rai e nell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico.

A moderare l’incontro è stato il direttore di Insieme, Salvatore D’Angelo, mentre tra gli interventi del pubblico si sono distinti quelli dei giornalisti Carlo Meoli e Salvatore De Napoli.
Nel corso della serata, Manzi e Verna hanno analizzato lo stato di salute dell’informazione in Italia, soffermandosi sul progressivo calo dei lettori e dei telespettatori, sulla crisi di numerose testate digitali e sulle trasformazioni introdotte dal cosiddetto city journalism o giornalismo partecipativo. Entrambi hanno evidenziato come, in Italia, non si sia riusciti a regolamentare e valorizzare adeguatamente questo fenomeno, a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi, in particolare negli Stati Uniti.
Tra gli altri temi affrontati, l’esperienza editoriale de La Città, considerata oggi difficilmente replicabile nelle stesse condizioni in cui nacque, la progressiva scomparsa degli editori puri, le difficoltà economiche del settore, la proliferazione di testate online e blog e il crescente problema del rispetto delle regole deontologiche e dei diritti dei giornalisti, soprattutto sul piano economico e professionale.
Particolare attenzione è stata dedicata al fenomeno di chi si considera professionista dell’informazione semplicemente attraverso la pubblicazione di contenuti sui social network o di video autoprodotti, senza il necessario processo di verifica delle fonti e senza il rispetto delle regole fondamentali del giornalismo. Un contesto destinato a evolversi ulteriormente con la diffusione dell’intelligenza artificiale, che apre nuove opportunità ma pone anche rilevanti questioni legate all’attendibilità delle informazioni.
Il tema della reputazione
L’intervento di Salvatore De Napoli si è concentrato soprattutto sull’aspetto culturale e psicologico della comunicazione contemporanea. Secondo il giornalista, una parte crescente della società tende a non riconoscere più il valore dell’intermediazione professionale, non soltanto nel giornalismo ma in numerosi altri ambiti.
De Napoli ha evidenziato come molti soggetti, in particolare esponenti politici, utilizzino i social network per diffondere direttamente le proprie posizioni, cercando tuttavia allo stesso tempo la legittimazione e la credibilità che può derivare dalla pubblicazione su una testata giornalistica riconosciuta.

Nel dibattito è emersa anche la questione dell’accesso ai mezzi di informazione. Alcuni lamentano una scarsa attenzione da parte della stampa verso determinate posizioni politiche o civiche, attribuendo tale situazione a presunti rapporti privilegiati tra testate e potere politico. Su questo punto, De Napoli ha sottolineato come il fattore decisivo resti la reputation, ovvero la reputazione costruita nel tempo sia dal giornalista e dalla testata sia da chi propone una notizia o un’iniziativa.

Secondo il giornalista, sia le maggioranze sia le opposizioni tentano spesso di influenzare il lavoro degli operatori dell’informazione per accrescere la propria visibilità. Tuttavia, mentre le amministrazioni comunicano generalmente le attività istituzionali svolte, molte opposizioni finiscono per proporre messaggi poco innovativi, generici o ripetitivi, senza riuscire a offrire una visione alternativa strutturata e riconoscibile.
Da qui la riflessione su una ricerca sempre più spasmodica di visibilità, spesso scollegata dalla qualità dei contenuti o dalla reale rappresentatività delle posizioni espresse.
Il coraggio dell’informazione
Un altro tema affrontato da De Napoli è stato quello del coraggio nel giornalismo contemporaneo. Secondo il relatore, una parte dell’informazione online tende a limitarsi alla ripubblicazione di comunicati stampa o alla ripresa di articoli pubblicati da altre testate, rinunciando talvolta all’approfondimento autonomo e alla trattazione di temi scomodi.
La stampa libera, è stato osservato durante il dibattito, continua a rappresentare un elemento essenziale della democrazia, nonostante le pressioni che possono provenire sia dal potere politico sia da quello economico.

Il ruolo del giornalista sul campo
Nel suo intervento, Carlo Meoli ha ribadito l’attualità e la centralità della professione giornalistica, sottolineando come il valore del giornalista risieda ancora nella capacità di recarsi sui luoghi dei fatti, verificare direttamente le informazioni e raccontare ciò che vede, distinguendo i fatti dalle opinioni.

Meoli ha inoltre ricordato come alcune delle più importanti inchieste giornalistiche internazionali siano nate proprio dal lavoro di singoli reporter o di gruppi di giornalisti associati, capaci di affrontare complesse attività investigative. Non è mancato, infine, un riferimento al peso che la pubblicità continua a esercitare sugli equilibri del sistema dell’informazione.
L’intelligenza artificiale e le sfide future
A chiudere il confronto è stato Pasquale D’Acunzi, imprenditore ed esponente politico, che ha ripreso il tema dell’intelligenza artificiale e delle profonde innovazioni che essa porterà nel settore dell’informazione. D’Acunzi ha evidenziato sia le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie sia i rischi connessi all’utilizzo di strumenti sempre più sofisticati nella produzione e diffusione delle notizie.
L’incontro si è concluso con un ampio dibattito tra relatori e pubblico, confermando l’attualità di una riflessione sul rapporto tra informazione, social network, libertà di espressione e qualità del dibattito pubblico.
