Incendio Termoplast, le indagini sul Fiorino trovato a Lavorate

Due le piste seguite dagli investigatori, entrambe rafforzano l’ipotesi del dolo, anche alla luce di un precedente incendio

L’indagine parte ora dal Fiat Fiorino ripreso dalle telecamere della videosorveglianza pubblica in via Ingegno, nell’area industriale di Sarno, poco prima e poco dopo l’incendio che ha devastato la Termoplast, l’azienda colpita da un rogo che gli investigatori ritengono, con ogni probabilità, di origine dolosa.

Gli agenti del Commissariato di Polizia di Sarno hanno acquisito numerose registrazioni degli impianti comunali di videosorveglianza, che hanno consentito di individuare come sospetto un furgone bianco ritrovato in via Masseria Medici, una strada secondaria della frazione di Lavorate. Gli investigatori stanno cercando di risalire al conducente del veicolo e di individuare il movente dell’incendio, che potrebbe essere collegato a interessi riconducibili alla cerchia di conoscenze delle vittime oppure a contesti legati al racket.

La Termoplast era già stata colpita da un incendio, di minore entità, nella notte tra l’8 e il 9 agosto 2021. In quell’occasione le fiamme furono domate rapidamente e non provocarono danni rilevanti. Ben diversa la situazione verificatasi domenica scorsa, quando il rogo ha interessato circa 5mila metri quadrati di superficie, causando anche il crollo di uno dei capannoni.

Fondamentale sarà la relazione che i vigili del fuoco redigeranno sul materiale coinvolto nell’incendio e sulle possibili modalità di innesco delle fiamme, elementi ritenuti indispensabili per le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore.

Il procuratore capo Luigi Alberto Cannavale sta seguendo personalmente l’inchiesta, finalizzata non solo all’individuazione degli autori e delle motivazioni del gesto, ma anche alla verifica dell’impatto ambientale provocato dall’incendio.

I vigili del fuoco hanno lavorato per circa tre giorni per mettere in sicurezza l’area, considerata l’estensione del rogo e la grande quantità di materiale plastico coinvolto, utilizzato per la produzione di contenitori destinati al settore alimentare.

L’incendio ha interessato una superficie molto vasta e ha generato una notevole quantità di sostanze inquinanti, con particolare preoccupazione per la possibile ricaduta di residui contaminanti sui terreni agricoli circostanti e nell’area del vicino ospedale Martiri del Villa Malta.

L’Arpac è impegnata nelle attività di monitoraggio ambientale e nella misurazione degli inquinanti depositati al suolo. I risultati delle analisi dovrebbero essere diffusi nelle prossime ore.

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Nel frattempo il prefetto Francesco Esposito ha coordinato le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell’area. Proseguono inoltre gli interventi necessari per evitare che al disastro industriale possa aggiungersi un’emergenza ambientale.

Resta in vigore l’ordinanza emanata dal commissario prefettizio che guida il Comune di Sarno, con la quale viene imposto l’utilizzo della mascherina nell’intera area Pip e viene vietato l’utilizzo e la commercializzazione dei prodotti agricoli coltivati nelle immediate vicinanze dello stabilimento incendiato.

Se l’emergenza ambientale rappresenta una delle principali preoccupazioni, altrettanta apprensione riguarda il futuro della sessantina di lavoratori impiegati nello stabilimento di via Ingegno, oltre alle aziende collegate e all’intero indotto.

La Termoplast fa parte di un gruppo industriale con sedi anche nel Nord Italia. Le attività dei diversi stabilimenti sono strettamente integrate e l’interruzione delle forniture provenienti dal sito sarnese rischia di compromettere significativamente la produzione, fino a determinare il blocco di un’intera filiera produttiva.