Incassi per oltre 270mila euro dalla vendita degli ossari e spesso pagati in contanti e non si ha traccia di bilanci e utili versati alla Diocesi

Una realtà che muove centinaia di migliaia di euro ma della quale si sa poco o nulla. Nessun sito internet, nessuna pagina social, nessuna attività pubblica di rendicontazione e informazioni difficili da reperire.
È il quadro emerso dall’inchiesta condotta sulla Congrega del Santissimo Rosario, istituto ecclesiastico di diritto diocesano proprietario della chiesetta adiacente a Santa Maria delle Grazie, in piazza Amendola, e da decenni concessionario della gestione di alcune strutture cimiteriali del Comune di San Marzano sul Sarno.
L’inchiesta nasce dalle segnalazioni di diversi cittadini che, a seguito della perdita dei propri cari, hanno acquistato ossari all’interno delle cappelle cimiteriali gestite dalla Congrega. Da queste testimonianze e dalla documentazione visionata emergono elementi che meritano approfondimenti e chiarimenti.

Secondo quanto riferito da più persone, in diversi casi il pagamento per l’assegnazione degli ossari sarebbe avvenuto in contanti e senza il rilascio di una ricevuta o altra documentazione attestante l’avvenuta operazione. Circostanze che, se confermate, solleverebbero interrogativi sulla tracciabilità delle operazioni e sulla tenuta della contabilità dell’ente.
Nel corso degli ultimi mesi abbiamo cercato di ricostruire i flussi economici generati dalla gestione degli ossari. Dai dati raccolti emerge che, tra il 2004 e il 2012, la Congrega avrebbe incassato circa 271mila euro. Nel dettaglio, nel 2004, con la realizzazione della cappella D5, sono stati realizzati e assegnati 86 ossari al prezzo di 550 euro ciascuno, per un totale di 47.300 euro.

Tra il 2006 e il 2007, nelle cappelle A5 e B5, sono stati realizzati ulteriori 56 ossari, ceduti al prezzo di 675 euro l’uno, per introiti pari a 37.800 euro. L’ultimo intervento risale al 2012 e riguarda la cappella C, dove risultano ristrutturati 198 loculi. Di questi, 12 sarebbero stati assegnati ad aventi diritto già in possesso di precedenti concessioni, mentre i restanti 186 sarebbero stati ceduti al prezzo di 1.000 euro ciascuno, generando ulteriori entrate per 186mila euro.
Complessivamente, dunque, le operazioni relative agli ossari avrebbero prodotto introiti per circa 271.100 euro. Secondo le informazioni raccolte, i costi di realizzazione e ristrutturazione delle strutture ammonterebbero a circa 120mila euro, lasciando un differenziale economico di oltre 150mila euro, la cui destinazione e gestione meritano di essere chiarite. Tale utile dovrebbe finire nella casse della Diocesi Nocera-Sarno che poi utilizza per le finalità vescovili.
Un ulteriore elemento riguarda la trasparenza contabile. Abbiamo tentato di verificare l’esistenza di bilanci, rendiconti economici o altre forme di pubblicità delle scritture contabili della Congrega, senza tuttavia riuscire a reperire documentazione idonea a ricostruire in maniera completa le entrate, le uscite e l’utilizzo delle risorse generate dalla gestione cimiteriale.
La Congrega del Ss. Rosario è un istituto di diritto diocesano e, come tale, ricade sotto la vigilanza ecclesiastica della Diocesi di Nocera-Sarno. Resta inoltre da comprendere quale sia il sistema dei controlli sulla gestione delle cappelle cimiteriali e dei relativi flussi economici, trattandosi di attività svolte all’interno del cimitero comunale e in forza di rapporti in essere con l’ente locale.
L’obiettivo di questa inchiesta non è formulare accuse, ma porre domande che attendono risposte: esistono bilanci e rendiconti consultabili? In che modo sono state registrate le somme incassate negli anni? Quali procedure venivano adottate per il rilascio delle ricevute e per la tracciabilità dei pagamenti? Come sono stati impiegati gli eventuali utili derivanti dalla gestione degli ossari?
Su questi interrogativi riteniamo doveroso un chiarimento nell’interesse dei cittadini e delle famiglie che negli anni si sono rivolte alla Congrega del Ss. Rosario. Restiamo, naturalmente, disponibili a pubblicare integralmente ogni precisazione, documentazione o diritto di replica che la Congrega, la Diocesi di Nocera-Sarno o il Comune di San Marzano sul Sarno vorranno fornire.
Raimondo Aufiero
