Angri-San Marzano-Scafati, dragaggio e messa in sicurezza del Rio Sguazzatorio: il Parco del Sarno vara un tavolo tecnico operativo

Coinvolti Regione, Arpac, Protezione civile e forze dell’ordine per affrontare il rischio idrogeologico e l’emergenza ambientale nel bacino del Sarno.

Il Parco del Fiume Sarno ha acceso i riflettori sulle storiche e gravi criticità idrauliche che interessano aste fluviali particolarmente delicate come il Rio Sguazzatorio, con particolare riferimento alla località Avigliano, nel tratto compreso tra Angri, San Marzano sul Sarno e Scafati.

A preoccupare ulteriormente è anche il quadro emerso dalle recenti indagini scientifiche condotte dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. Gli studi hanno infatti evidenziato la presenza di inquinanti cancerogeni nelle falde acquifere dell’area, configurando un rischio concreto per la salute pubblica e per l’ambiente.

Per dare immediata concretezza operativa alle strategie di salvaguardia, il presidente dell’Ente Parco, Vincenzo Marrazzo, ha evidenziato la necessità di coordinare e pianificare l’utilizzo delle risorse regionali destinate alle opere di dragaggio e messa in sicurezza dell’area del Fiume Sarno.

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LA DIFESA DEL TERRITORIO DAI CONTINUI ALLAGAMENTI

Il Parco ha sottolineato la necessità di coniugare la difesa dal rischio idrogeologico con la tutela ambientale e delle risorse idriche.

Per questo motivo il presidente Marrazzo ha disposto l’istituzione di un Tavolo Tecnico Operativo permanente per la prevenzione del rischio idrogeologico e la salvaguardia ambientale nel bacino del Sarno. Al tavolo prenderanno parte Regione Campania, settore Difesa del Suolo, Arpac, Protezione civile, le Province interessate e i carabinieri forestali.

«Le finalità del Tavolo Tecnico — afferma il presidente Marrazzo — nascono dall’obiettivo strategico e prioritario di programmare, cantierizzare e accelerare l’utilizzo efficace dei fondi e delle risorse regionali disponibili, pianificando l’esecuzione di tutte le opere necessarie, con particolare riferimento al dragaggio dei corsi d’acqua, ai ripristini spondali, alla bonifica e agli interventi strutturali di difesa del suolo, che dovranno tassativamente concludersi entro l’inizio della prossima stagione delle piogge».

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COSA FARE

L’obiettivo comune, da perseguire con il supporto tecnico-operativo del Genio Civile e di tutti gli enti competenti, «è anticipare il rischio stagionale attraverso interventi preventivi concreti, scongiurando danni e disagi alla collettività, al comparto agricolo e alle infrastrutture, e ponendo in essere, al contempo, ogni strategia utile a bloccare la diffusione dei contaminanti e a salvaguardare le falde idriche», ha evidenziato ancora il presidente del Parco.

Per rendere immediatamente operativo il Tavolo e garantire la massima sinergia con la programmazione della Giunta regionale, è stata avanzata una richiesta all’assessora regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, affinché indichi la data della prima seduta di insediamento, compatibilmente con gli impegni istituzionali.

«Non appena l’Assessorato comunicherà la data definitiva — annuncia Marrazzo — l’Ente Parco provvederà a trasmettere tempestivamente a tutti i componenti l’orario, la sede e i dettagli logistici dell’incontro».

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GLI ALLACCI ALLA RETE PUBBLICA DELL’ACQUA

Il presidente del Parco ha inoltre evidenziato la necessità che tutte le abitazioni ancora non collegate alla rete pubblica si allaccino al servizio Gori, così da garantire una fornitura di acqua controllata e sicura.

«Il Parco — aggiunge Marrazzo — chiede a Gori un piano straordinario di allacci idrici e fognari nelle aree interessate dal potenziale inquinamento delle falde acquifere, al fine di evitare o ridurre l’utilizzo di acque non controllate e gli sversamenti di liquami provenienti da vasche non collegate alla rete fognaria».