Epatite A in Campania: tra dati reali e psicosi collettiva

Crollano i consumi di pesce e verdura, ma gli esperti rassicurano: «Il virus si combatte con la cottura e l’igiene»

L’aumento dei casi di Epatite A tra le province di Salerno, Napoli e Caserta sta provocando un terremoto economico nel settore ittico e ortofrutticolo. Nonostante i numeri siano definiti “bassi” dalle autorità sanitarie, la diffusione di fake news sui social ha scatenato un’ondata di panico ingiustificato.

Sale a 21 i positivi al virus dell’epatite A in provincia id Salerno a ieri mattina, una 80ina i ricoverati all’ospedale Cotugno di Napoli (9 sono anche quelli al pronto soccorso), 52 nel Casertano, un primo caso anche a Latina.

Intanto, nei ristoranti del Salernitano e del Napoletano si registra un crollo del 60% dei consumi di frutti di mare, nelle pescherie le vendite sono calate del 70% (in provincia di Napoli si supera anche l’80%).
In difficoltà anche i fruttivendoli e non solo per i frutti rossi o di bosco, ma anche per le verdure.


In Campania c’è anche una vera e propria psicosi che viene alimentata da tantissimi messaggi che circolano su WhatsApp da parte di sedicenti operatori sanitari che parlano di reparti pieni zeppi di persone con l’epatite A, tale da rendere impossibile anche assisterli. In molti casi, i sedicenti sanitari inviano messaggi che vengono condivisi a raffica, dove si parla di gravi complicanze per chi è affetto da questa malattia virale. Una vera e propria tragedia della disinformazione, vista la diffusione delle voci false che andrebbero sanzionato per procurato allarme.

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L’80% delle persone positive al virus dichiara di aver consumato militi, i classici frutti di mare. Ma addossare la colpa a cozze, vongole, lupini o anche verdura e frutta è una sorta di moda, visto che il contagio risale anche a 50 giorni prima dei sintomi e quindi effettuare un indagine epidemiologica in queste condizioni è difficile, come ricorda Arcangelo Saggese Tozzi, responsabile della medicina e di prevenzione e collettiva della Asl Salerno. «Potremo registrar un aumento dei numeri di positivi, nei prossimi giorni, proprio perché i contagi si sono verificati fino a 50 giorni prima della comparsa dei sintomi – afferma Saggese Tozze -, ma l’incremento in queste ore dei controllo e l’individuazione delle aree infette a breve potrebbe portare a una diminuzione dei casi». Nei controlli degli ultimi giorni, dopo i sette campioni risultati positivi negli allevamenti di Bacoli, Nisida e Varcaturo, non ha registrato nuove analisi negative.

I frutti di mare sono tra i principali imputati della diffusione dell’Epatite. Il settore pesca, ricorda Salvatore Fiorillo (presidente di una delle cooperative di pescatori, ma anche gestore di pescherie e di ristoranti), non ha subito un grosso contraccolpo, pescherie e ristorazione hanno visto un crollo del consumo e delle vendite di vongole, lupini, ostriche e soprattutto di cozze e non solo in Campania. «C’è molta disinformazione in questo settore, sia in chi consuma sia in chi vende frutti di mare – sottolinea Fiorillo –. Il consumo di questi prodotti crudi non è consigliabile nemmeno in altri periodi dell’anno, ma con la cottura non si corrono pericoli. In questo momento molte pescherie sono, però, in grandi difficoltà e così anche la ristorazione».

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Fiorillo ricorda di acquistare solo prodotti della filiera che sono controllati e non da venditori occasionali. Il presidente del consorzio di allevatori Mytilus Campania, Fabio Postiglione, sottolinea: «I frutti di mare sono filtratori delle acqua di mare: se l’acqua di mare è pulita, il frutto di mare è pulito. Bisogna quindi andare a ricercare le cause vere dell’inquinamento, soprattutto quelli sugli scarichi fognari e dei suoi reflui. Noi abbiamo controlli mensili sulle produzioni a mare sia sugli stabilimenti a terra che assicurano un prodotto sicuro».

Il professor Massimo Adreoni del Istituto superiore di Sanità ha evidenziato che l’origine è stata una contaminazione di acque reflue con l’acqua di mare per malfunzionamento nella zona nord della Campania di un depuratore.


Saggese Tozzi ha ricordato che le unità operative dell’Asl garantirà un giorno a settimane per le vaccinazioni contro l’epatite A destata in particolare a operatore sanitari, a chi lavora nei rifiuti e con gli alimenti e ai soggetti fragile, specie quelli che hanno problemi epatici. «La prima protezione dal contagio è il lavaggio continuo delle mani, garantire la pulizia dei luoghi di lavori, rispetto delle norme igienico sanitarie nella preparazione dei cibi ei rapporti sessuali», ricorda il responsabile del settore Asl e sottolinea: «L’Epatote A, nello stragrande numeri di casi o è asintomatica o guarisce senza postumi per il fegato. Attenzione deve essere posta a chi ha solo fragilità o a che fare con fragili o chi lavora in determinati settori».

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1. I Numeri del Contagio

I dati aggiornati mostrano una diffusione localizzata ma sotto controllo:

  • Salerno: 21 positivi.
  • Napoli (Ospedale Cotugno): Circa 80 ricoverati (inclusi i transiti in pronto soccorso).
  • Caserta: 52 casi.
  • Latina: Segnalato il primo caso.

Nota bene: L’incremento dei casi nei prossimi giorni è previsto, poiché il periodo di incubazione del virus può arrivare fino a 50 giorni.

2. L’Impatto Economico e la “Psicosi da WhatsApp”

Il settore alimentare sta subendo perdite pesantissime a causa della disinformazione:

  • Frutti di mare: Crollo dei consumi del 60% nei ristoranti e fino all’80% nelle pescherie napoletane.
  • Ortofrutta: Difficoltà nelle vendite di frutti rossi e verdure a foglia.
  • Disinformazione: Messaggi virali su WhatsApp, attribuiti a falsi operatori sanitari, parlano di ospedali al collasso e complicanze letali, alimentando un allarme sociale che gli esperti definiscono sanzionabile come procurato allarme.
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3. Le Cause e la Sicurezza Alimentare

Secondo il Prof. Massimo Andreoni (ISS), l’origine dell’epidemia è dovuta al malfunzionamento di un depuratore nella zona nord della Campania, che ha causato la contaminazione delle acque marine con reflui fognari.

Il consiglio degli esperti:

  • Cottura: Il virus dell’Epatite A viene neutralizzato dal calore. Il consumo di frutti di mare cotti non presenta pericoli.
  • Filiera: Acquistare solo prodotti tracciati e certificati, evitando venditori abusivi.
  • Igiene: Lavaggio frequente delle mani e pulizia delle superfici di lavoro.

4. Prevenzione e Vaccini

L’ASL di Salerno ha intensificato i controlli e attivato sessioni vaccinali settimanali dedicate a:

  • Operatori sanitari e addetti al settore rifiuti/alimentare.
  • Soggetti fragili o con patologie epatiche preesistenti.

Verdetto clinico: Nella stragrande maggioranza dei casi, l’Epatite A è asintomatica o guarisce senza lasciare postumi al fegato. Il rischio maggiore riguarda esclusivamente le persone già fortemente debilitate.