Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, durante l’inaugurazione del cantiere per la costruzione della rotatoria a Nocera Inferiore, ha sottolineato le difficoltà del comparto sanitario che coinvolgono l’intera nazione. De Luca ha rassicurato, però, sugli ospedali di Nocera e Pagani

La sanità regionale non è l’unica ad avere criticità, il problema è molto più esteso e coinvolge l’intero comparto nazionale. È questa, in sintesi, l’osservazione che il presidente Vincenzo De Luca ha esternato stamattina a Nocera Inferiore, in occasione dell’inaugurazione del cantiere relativo alla costruzione della rotatoria all’altezza dello svincolo autostradale della A3. Due i passaggi sulla sanità, quello locale riguardo alle strutture di Nocera Inferiore e Pagani, e quello nazionale che ha visto la Regione combattere per il riparto del fondo sanitario nazionale.
L’Umberto I di Nocera Inferiore non è al collasso, secondo il governatore della Campania. “Vive – ha dichiarato De Luca – di difficoltà legate alla drammatica carenza di personale. Ma anche qui non fate i lamentosi, perché è un grande ospedale che ha delle eccellenze straordinarie. So bene che ci sono liste di attesa, ma più di quello che stiamo facendo, diventa impossibile fare.
Per la prima volta in Campania non abbiamo un problema di finanziamenti, il problema è il personale, non ci sono medici, da Torino alla Sicilia. Perché nessuno ha programmato nulla in Italia. Nessuno ha programmato le assunzioni di medici nel corso degli anni. Ma neanche gli ingressi per coprire i pensionamenti. A gennaio non avremo i medici indispensabili per tenere aperti i pronto soccorso.
E ancora oggi, se il governo nazionale stanzia 2 miliardi di euro e 1,5 se ne vanno solo per i costi energetici degli ospedali, è chiaro che si sta andando verso la liquidazione della sanità pubblica. E questo non è possibile. Dovremo combattere per avere nuove risorse”. La soluzione per superare questa impasse, per il presidente della Campania, ci sarebbe: “Stiamo combattendo col governo nazionale per prendere almeno una decisione, impiegare nelle strutture sanitarie pubbliche i medici giovani laureati già dal primo anno delle scuole di specializzazione.
A Salerno abbiamo fatto 5 concorsi relativi ai pronto soccorso, non ha partecipato nessuno. In qualche realtà quando hanno partecipato 2 o 3 medici, dopo 48 ore hanno chiesto il trasferimento in altre strutture. Negli ospedali delle aree interne la situazione è ancora più drammatica. – poi sulla struttura paganese – Bisogna completare gli interventi in corso, siamo in ritardo a Pagani, ma ci stiamo arrivando alla conclusione di un polo oncologico di livello regionale, con un investimento di 40 milioni di euro”.
Ed infine ha aggiunto, ribadendo una vittoria della Campania: “Attendiamo dal governo ancora le somme investite per il covid, non abbiamo risorse per l’aumento degli stipendi per i medici. Però abbiamo ottenuto, come Regione Campania, nel riparto del fondo sanitario nazionale 200 milioni di euro, che per 10 anni non ci hanno dato, ma abbiamo vinto questa battaglia”.
Giuseppe Colamonaco

