Decine i minori non accompagnati. A bordo la festa per la nascita di Alì. Le storie di un bimbo di 10 anni detenuto nelle carcere libiche e partito perché “costava meno” e quella di Fatima che ha partorito sulla nave

Sono iniziate le operazioni di sbarco dalle Geo Barens, la nave di Medici Senza Frontiere che per giorni aveva atteso un porto sicuro dove attraccare, dopo aver salvato 254 migranti a largo della Sicilia. Alla notizia dell’individuazione di Salerno come porto, è scoppiata la gioia a bordo: balli e canti anche se i festeggiamenti più grandi sono stati per il 255esimo migrante a bordo, il piccolo Alì (nella foto), nato da mamma Fatima, fino al giorno prima su un gommone nonostante le sue condizioni di Salute.
LO SBARCO
Alle ore 10 in fase di ultimazione le operazioni preliminari allo sbarco. Alle 10.15 Sono iniziate a scendere i migranti. Sul posto ad accoglierli troveranno le autorità italiane e il dispositivo di accoglienza che Prefettura e Comune hanno messo su, dopo l’esperienza maturata con i precedenti 24 sbarchi.
I MIGRANTI
A sbarcare saranno 248 persone, 228 di sesso maschile (149 gli adulti) e 20 di sesso femminile (15 le donne), provenienti da Camerun, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea, Liberia, Mali, Nigeria, Senegal, Siria, Sudan nord, Sudan sud e Togo. I minori sono 84 (79 tra bambini e ragazzi e 5 tra bambine e ragazze), di questi 78 non sono accompagnati.
IL BAMBINO IN VIAGGIO DA SOLO A 10 ANNI
Il migrante più piccolo ha 10 anni. E’ partito un anno fa dalla Guinea assieme al fratello di 17 anni. Ha attraversato il Niger, l’Algeria e il deserto. Si era imbarcato una prima volta ma è stato intercettato dalla Guardia Costiera Libica, che lo ha rinchiuso in uno dei centri di detenzione in Libia per tre settimane.
Tornato libero assieme al fratello, i genitori avevano soldi per pagare gli scafisti solo per un figlio e per un bambino di 10 anni il viaggio costa di meno. Il fratello più grande allora ha ceduto il posto al più piccolo, affidandolo alla buona sorte pur di non avere un futuro come quello che avrebbe vissuto nel suo paese. Il bambino vorrebbe raggiungere un altro fratello, maggiorenne, che si trova in Francia. “La capacità di questo bambino di badare a sé stesso è incredibile e sconcertante”, racconta il team di Msf, “quando gioca con gli altri bambini ci si rende conto che è un bambino anche lui”, ma potrebbe passare per un adulto, visti i suoi modi.
“Quando lo abbiamo trovato sul gommone in cui viaggiava era molto spaventato e piangeva, ma da quando è salito sulla nave non ha più pianto, non ha mai chiesto aiuto, è autonomo in tutto, è un piccolo adulto che ha passato delle esperienze talmente forti e intense, e ha visto tanta violenza, che molti adulti non potranno mai dire lo stesso”.
IL VIAGGIO DOPO AVER SEPPELLITO LA FIGLIOLETTA NEL DESERTO
Candida Lobes, operatrice umanitaria di Medici Senza Frontiere a bordo della Geo Barents racconta un’altra storia commovente.
“A bordo della nave anche una ragazza del Camerun, scappata dal marito violento che a causa delle botte le ha provocato due aborti. Dopo aver avuto una bambina ha deciso di scappare con la piccola. Ha attraversato la Nigeria, il Niger, l’Algeria e la Libia, ma la bimba si è ammalata e non potendo ricevere cure è nel deserto è morta. L’ha seppellita nella sabbia e ha proseguito il viaggio. In Libia è rimasta alcuni mesi, dove ha ricevuto l’aiuto di sue connazionali. All’annuncio dello sbarco non ha gioito, pensava alla sua bambina e ai due figli che ha lasciato a sua madre in Camerun e che non vede l’ora di riabbracciare”.

