Inondazione di Roccapiemonte, indaga la procura di Nocera

La ricostruzione di quanto accaduto venerdì scorso nella frazione di San Potito

Sulla inondazione di Roccapiemonte e sulla scampata tragedia indagherà la Procura di Nocera Inferiore. Già questa mattina il procuratore Antonio Centore disporrà l’apertura di un fascicolo e l’acquisizione di tutti gli atti. L’intenzione è quella di capire cosa sia accaduto a Roccapiemonte lo scorso 4 novembre e di chi siano le eventuali responsabilità.

L’INCHIESTA
La magistratura nocerina per il momento procederà contro ignoti, ma non è escluso che possano essere individuati i colpevoli di quella che poteva essere una tragedia annunciata per decine di persone. La drammatica inondazione si è verificata a San Potito, frazione di Roccapiemonte, lo scorso venerdì.

Qui intorno alle 12.45, all’altezza del ponte che collega Roccapiemonte a Fimiani di Castel San Giorgio, un argine del torrente Solofrana si è letteralmente sbriciolato inondando terreni, strade e case circostanti, facendo rischiare la vita a decine di persone, compresi gli automobilisti che in quel momento stavano percorrendo la strada.

I LAVORI
Stamattina il Genio civile inizierà anche i lavori di ricostruzione dell’argine del torrente Solofrana rotto dalla forza delle acque. Saranno rimossi i blindi di cemento posti lungo il corso del fiume per tamponare l’emergenza e contenere la fuoriuscita delle acque. Intanto, per tutta la giornata di ieri, sono proseguite le operazioni di rimozione del fango e di pulizia dei piani terra delle abitazioni evacuate perché inagibili.
All’opera i volontari della Protezione Civile di Roccapiemonte ed i residenti.

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IL “MIRACOLO”
Solo un miracolo venerdì 4 novembre ha evitato più di una tragedia. Quando il muro di cinta che delimitava via Caracciolo dai terreni confinanti con il fiume è esploso sotto la furia delle acque, sul posto si trovavano anche alcuni tecnici del Comune già in allerta per la piena del fiume. Miracolosamente il funzionari si è accorto di quello che stava accadendo ed è riuscito a mettersi in salvo. Anche nelle abitazioni limitrofe i residenti sono riusciti a raggiungere, non senza difficoltà, i piani superiori.

Nella casa di riposo Domus de Maria gli ospiti avevano da poco terminato il pranzo e poiché pioveva avevano lasciato il refettorio per salire nelle camere poste ai piani superiori. A rischiare la vita un vecchietto bloccato in ascensore ed una donna non deambulante ricoverata in una dependance della struttura situata al piano terra. Solo grazie all’eroico intervento dei volontari della Protezione Civile di Roccapiemonte le due persone sono state tratte in salvo.

Nel tardo pomeriggio di venerdì tutti gli ospiti della casa di riposo per anziani vennero evacuati e trasferiti temporaneamente in un plesso scolastico. Da qui sabato pomeriggio sono stati sistemati presso il centro di riabilitazione Villa Silvia dove, visti i danni subiti dalla casa di riposo, sono destinati a rimanere per molto tempo. Per i 20 dipendenti sono state avviate le procedure per la cassa integrazione.

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IL CROLLO
Miracolati anche i residenti al civico 12 di via Caracciolo dove un’intera abitazione è crollata. Al momento del crollo l’uomo che l’abitava saltuariamente, fortunatamente non era in casa, ma quasi tutti i giorni era li per innaffiare le piante e curare il terreno.

Attimi di panico per i residenti nei portoni di via Caracciolo. Il crollo ha provocato un boato fortissimo facendo pensare ad una scossa tellurica.Poi l’acqua ha iniziato a salire fino ad oltre un metro e mezzo, con mobili, elettrodomestici e suppellettili che già galleggiavano tra fango e pietre. La palazzina crollata ha messo a rischio anche le case confinanti, provocando vistose crepe nei muri e voragini nel terreno.

IL NEONATO
Ad essere tratti in salvo nella serata di venerdì dai vigili del fuoco tutti i nuclei familiari che si trovavano in casa al momento dell’inondazione, anche un neonato di appena due mesi.