Il problema non sono gli stipendi. “Siamo stanchi di elemosinare i nostri stipendi, da oggi uniti più che mai ed in lotta continua”

È chiaro ed eloquente lo striscione che da stamane campeggia nei pressi delle due strutture del gruppo Silba, i centri Villa Silvia e Montesano di Roccapiemonte. Ma in stato di agitazione ci sono anche i dipendenti di Villa Alba di Cava De’ Tirreni. 315 lavoratori in tutto, stanchi, come hanno scritto, di penare o peggio ancora di elemosinare per ciò che gli è dovuto.

Per i 2 imprenditori della sanità privata, de Falco e di Giura, da dicembre scorso sono scattati gli obblighi del divieto di dimora, in pratica non possono avvicinarsi alle strutture di Roccapiemonte e Cava, ma al riesame del prossimo 24 maggio si discuterà anche della richiesta di interdizione dall’esercizio dell’attività della Silba, ritenuta dai magistrati napoletani società vicina agli affari del giudice e della sua “organizzazione” e pertanto da fermare. Russo ha tuttavia tranquillizzato i lavoratori sul fronte pagamenti, entro fine settimana dovrebbero incassare lo stipendio di marzo e settimana prossima il presidente del CdA si recherà personalmente alla So.Re.Sa. per capire a che punto sono i trasferimenti da parte della Regione. Da luglio ad oggi non si erano verificati più intoppi, tutto era andato liscio, e nonostante i problemi societari, i lavoratori avevano sempre percepito lo stipendio. Tutti i mesi la Regione liquida circa 1 mln di euro di cui 450mila servono per gli stipendi dei 315 dipendenti e dei 100 consulenti delle tre strutture.
Intanto domani pomeriggio alle 15.00 si riunirà il Consiglio di Amministrazione e potrebbero arrivare nuove dimissioni, dopo quelle di Raffaele Genovese Caserta, componente che faceva capo a Riccardo de Falco. Il CdA risulta attualmente composto dal presidente Giovanni Russo, intenzionato a lasciare e da Gabriella Perazzo, facente capo a di Giura.
All’ordine del giorno l’approvazione della bozza di bilancio 2017, la bozza di scissione e le dimissioni del presidente Russo. Intanto i lavoratori stringono i denti e continuano, come hanno sempre fatto, ad assicurare elevati standard di assistenza e cura ai degenti delle 3 strutture.
Luisa Trezza – RTAlive
