Approfondimento sull’omicidio che ieri ha sconvolto il piccolo centro della Valle dell’Irno

«Non ce la facevo più». Sono le parole riferite con lucidità ai carabinieri da Antonio Durante, il 53enne di Pellezzano reo confesso dell’omicidio della madre, l’85enne Maria Barone. Nell’abitazione al piano terra al civico 31 di via Nicotera non si è consumato soltanto un efferato delitto.
Quel gesto sconsiderato di un figlio che, a mani nude, ha strangolato il proprio genitore – scrive Alessandro Mosca su *LaCittà* – nasconde una tragedia nella tragedia. Già, perché quello che stava vivendo Durante è uno dei tanti (e spesso nascosti) drammi che vivono sulla loro pelle i caregiver, termine inglese che sta a indicare chi assiste in maniera continuativa un proprio caro.

Ne accudiva due di familiari, da bel po’ di tempo, Giuseppe Durante: non solo la madre allettata ma anche il fratello 55enne gravemente disabile. Aveva completamente cancellato la sua vita per cercare di dare una vita dignitosa ai suoi familiari, lasciando andare anche i suoi affetti: la compagna e il figlio, infatti, erano tornati in Bulgaria proprio a causa di questa quotidianità così complicata.
Ha cercato di tenere fino a quando ha potuto. Non ce l’ha fatta più. La disperazione ha superato ogni sacrificio. Ha strangolato la madre. Ha fatto terminare nel peggiore dei modi una vita che per lui rappresentava ormai un peso troppo grande da sopportare.
LA RICOSTRUZIONE
L’allarme a Pellezzano è scattato nel cuore della notte. Poco prima dell’una, al centralino del 112 è arrivata una telefonata. «Ho ucciso mia madre», ha riferito un uomo in una conversazione che, adesso, è stata acquisita dalla Procura di Salerno (le indagini sono affidate al pm Daria Mafalda Ciocanda) insieme ad altri elementi emersi nel corso delle ore. Sul posto, dunque, si sono precipitati i carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino, agli ordini del maggiore Carlo Santarpia, insieme agli uomini della stazione di Pellezzano.
L’ARRIVO DEI CARABINIERI E DELL’AMBULANZA
I militari dell’Arma hanno immediatamente raggiunto l’abitazione segnalata nella chiamata. Sembrava non ci fosse nessuno: nessuna risposta al campanello. Da qui sono scattate le azioni di forza: i militari dell’Arma sono entrati nella casa, trovandosi di fronte una scena inimmaginabile. All’interno del piccolo basso sul fronte strada – un ingresso-cucina, due camere da letto e un bagno esterno – hanno rinvenuto una donna riversa a terra, ai piedi del letto, ormai cadavere.
In un’altra stanza locale, un uomo che, da subito, è parso avere gravi problemi di salute. L’arrivo sul posto dei volontari del servizio 118 de “La Solidarietà” di Fisciano è servito a poco: il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’anziana. Contemporaneamente, i carabinieri hanno pattugliato l’area del capoluogo di Pellezzano, la parte più antica del centro alle porte di Salerno.
E hanno trovato un uomo. Era colui che aveva chiamato al 112. Era Giuseppe Durante. Che ha confermato tutto ciò che aveva riferito al telefono, accusandosi dell’omicidio e rivelando altri dettagli che sono alla base dell’inchiesta della Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone.
L’INCHIESTA
Già nel cuore della notte, il 55enne è stato fermato e condotto in caserma per essere ascoltato. E ha raccontato la sua versione dei fatti: ha riferito della sua esistenza annullata e ormai diventata un inferno, di aver strangolato la madre a mani nude prima di sollecitare le forze dell’ordine e allontanarsi dalla sua abitazione. Ha detto – con grande lucidità – che non ce la faceva più a vivere in questo modo, tra rinunce (da alcuni anni aveva anche smesso la sua attività di carpentiere-piastrellista), le difficoltà quotidiane nell’assistere il fratello disabile e la madre ormai allettata.
La tragedia nella tragedia di un caregiver, dunque. Che, fino all’ultimo, ha mostrato grande consapevolezza delle sue azioni. C’è un dettaglio non da poco che, in sede di convalida del fermo di indiziato di delitto, potrebbe anche portare a commutare l’imputazione nei suoi confronti (al momento, infatti, Durante è indagato e in stato di fermo a Fuorni per omicidio aggravato).
Come emerso dagli approfondimenti investigativi, infatti, l’uomo aveva lasciato dei soldi: 3mila euro per le spese del funerale della madre, poco meno di 2mila per garantire l’assistenza necessaria al fratello portatore di handicap (il 55enne, dopo una serie di accertamenti effettuati dagli operatori sanitari e dagli assistenti sociali del Comune di Pellezzano, è stato condotto in una struttura protetta).
La salma di Maria Barone è sotto sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria che, nelle prossime ore, disporrà l’autopsia. Secondo le prime ricostruzioni, l’anziana ha cercato di difendersi: ha tentato, nonostante le difficoltà per una salute precaria, di respingere l’assalto del figlio, tanto da cadere dal letto. Altro dettaglio che potrà essere confermato dall’esame irripetibile. Che potrebbe far emergere ulteriori elementi utili nell’inchiesta su un delitto indicibile. La tragedia nella tragedia di un caregiver disperato.



