Universo Beach, a breve i risultati delle indagini. Perché non è stata sequestrata

Foce Irno, inchiesta complessa

SALERNO – «A Salerno non è stato possibile il sequestro della spiaggia come a Cetara perché non c’era un’area sottoposta a vincolo paesaggistico». Il procuratore capo di Salerno, Raffaele Cantone, ha risposto alle domande su uno dei casi più spinosi di quest’estate e che, ancora adesso, sta attirando grossa attenzione (e proteste) da parte della politica e dell’opinione pubblica.

La guida degli uffici della magistratura di Salerno, infatti, nell’incontro tenuto con la stampa ieri pomeriggio non si è sottratto alle domande sul caso dei lavori del secondo ambito del ripascimento di Salerno, i lavori in corso sugli arenili fra Pastena e Torrione che, lo scorso maggio, sono stati bloccati dal Comune di Salerno, allora guidato dal commissario Vincenzo Panico, dopo diverse contestazioni nei confronti degli appaltatori.

Una spiaggia che poi, a metà luglio, è stata interdetta definitivamente alla balneazione dopo gli esami sulla sabbia che hanno evidenziato una grossa concentrazione di batteri. Una vicenda collegata all’altro ripascimento finito nel mirino della Procura salernitana, quello di Cetara (una delle consorziate di Infratech, la capofila dei lavori a Salerno, ha in affidamento gli interventi nel centro della Divina), su cui si sono accesi, da tempo, i fari dei pm.
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Cantone, dunque, ha fatto il punto della situazione, scacciando l’ipotesi che l’intervento del Comune di Salerno abbia impedito il sequestro dell’arenile, come accaduto a Cetara. «Non è corretto sostenere che la Procura non ha eseguito il sequestro dell’area perché il Comune si è mosso prima», la premessa. Prima delle rivelazioni che, adesso, fanno tirare aria di tempesta: «Le indagini non sono concluse ma lo saranno a breve con risultati concreti e l’indicazione specifica delle cose che abbiamo fatto».
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E specifica: «C’è una differenza rilevante tra le due aree di ripascimento: a Cetara è una zona sottoposta a vincoli ambientali che ci ha consentito di muoverci con fattispecie di reato specifiche. Poi siamo intervenuti durante una fase con il ripascimento in atto, evitando che si verificassero danni. Per Salerno, invece, il Comune stesso ha bloccato l’attività, seppur i danni verificatisi durante le fasi di realizzazione fossero già oggettivi e rilevanti.

Il sequestro, però, era oggettivamente più difficile perché è una zona non sottoposta a vincoli ambientali, fermo restando che riteniamo, come evidenzieremo al momento opportuno, che ci sono dei reati commessi per la realizzazione dell’opera».
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Si attendono sviluppi a breve, insomma. Così come potranno arrivare novità anche dalle indagini avviate sulla vendita dell’area di Foce Irno in seguito a diversi esposti. Approfondimenti, affidati alla Squadra Mobile, che ha acquisito atti anche al Comune negli scorsi mesi, che potrebbero avere anche un peso sulla politica del capoluogo.

«Ci sono attività in corso sulla vicenda: il fatto che vengano fatti esposti e che qualcuno non abbia risposto è fisiologico dei tempi della giustizia. Si tratta anche di ricostruire fatti amministrativi che sono un po’ più datati».

E poi aggiunge: «Bisogna capire, tenendo conto di quali sono oggi i reati contro la pubblica amministrazione, se c’è uno spazio per intervenire. Abbiamo disposto l’acquisizione di atti da parte della Squadra Mobile, abbiamo acquisito altra documentazione, ci sono attività in corso e verificheremo se ci sono reati».

Importante poi la precisazione: «Teniamo presente un dato – sottolinea Cantone -: non ogni illegalità integra un reato, questo è ancora più netto dopo l’abrogazione dell’abuso d’ufficio. Da questo momento in poi gli spazi per noi inquirenti sono molto più ridotti».

Sulla mancata risposta agli esposti, il capo dell’ufficio inquirente ha sottolineato: «Qualcuno si è lamentato perché non ha ricevuto risposta agli esposti, ma voglio ricordare che non è che chiunque faccia esposti ha diritto ad avere conoscenza degli atti. Ne ha diritto solo la persona offesa. Se presento un esposto contro la pubblica amministrazione, non sono persona offesa».