Intanto sul posto dell’assassinio trovato anche un sacco nero

All’ospedale di Eboli domani mattina il medico legale incaricato dalla Procura di Salerno, Gabriele Casaburi, effettuerà l’autopsia sul cadavere di Luigi (Luca) Esposito, il 53enne giornalista nocerino trovato ucciso e carbonizzato nella località Bivio Cioffi di Eboli nella notte tra sabato e domenica scorsi.
L’AUTOPSIA
L’esame autoptico sarà preceduto da una TC (Tomografia Computerizzata) per stabilire se il corpo dell’uomo sia stato colpito da uno o più proiettili, ipotesi che troverà conferma dopo l’autopsia. Sembra più plausibile che abbia ricevuto nella parte posteriore del capo un colpo che lo ha ucciso o tramortito.
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IL CORPO CARBONIZZATO
L’assassino (o gli assassini) potrebbe aver appiccato le fiamme al corpo di Esposito, che si trova a 100 metri dalla sua auto, prima che fosse morto. Le cause e l’orario preciso del decesso, infatti, emergeranno solo a seguito dell’autopsia che potrebbe richiedere ulteriori accertamenti disponibili solo dopo trenta o sessanta giorni.

L’INDAGINE
I carabinieri della compagnia di Eboli e la Procura di Salerno stanno accertando se il bossolo trovato vicino al suo cadavere appartenga realmente ad un eventuale colpo di pistola esploso contro di lui. Lo stesso interrogativo si pone per un sacco di plastica recuperato sul luogo dell’assassinio. I due elementi, infatti, potrebbero essere anche non legati all’azione omicidiaria ma ad altro.

I TELEFONINI
In corso l’esame del contenuto del traffico telefonico per stabilire se Esposito avesse realmente un appuntamento col suo assassino e lo avesse atteso dopo aver parcheggiato e chiuso la sua Lancia Ypsilon bianca davanti a un cancello in via Contrada Bivio Cioffi, una vettura trovata intatta. Si cerca di comprendere anche per quale motivo Esposito si trovasse su una strada secondaria, in un posto disperso, poco frequentato e conosciuto tra le 2 e le 3 di notte anche se in teoria doveva dirigersi ad Agropoli.
Dalle telecamere della zona si cerca anche di stabilire chi a quell’ora stesse viaggiando e se fosse arrivato in zona con auto, scooter o bicicletta.
LA DISPERAZIONE DELLA SORELLA
“Non vi so dire proprio niente, so solo che sono distrutta – ha dichiarato la sorella al TG1 -. Anni fa mi diceva che è stato nell’Arpac, poi non l’ha più frequentata. Mio fratello era tranquillo e che io sappia nessuno gli voleva del male. Ora lasciateci nel nostro dolore”.

Le sorelle risiedono a Nocera Superiore, dove aveva abitato anche Luca prima di trasferirsi a Lancusi di Fisciano. I familiari, intanto, si sono già rivolti ad un legale di Nocera Inferiore, l’avvocato Annalisa Califano per essere assistiti durante il prosieguo dell’attività investigativa.
