La sentenza choc anche a carico di noti imprenditori della sanità privata e dell’edilizia

Dopo la clamorosa condanna a 12 anni di reclusione per l’ex magistrato di Roccapiemonte, Mario Pagano, accusato di corruzione in atti giudiziari, la terza sezione del Tribunale di Napoli ha ritenuto colpevoli alcuni imprenditori, e non solo, della sanità privata, dell’edilizia e di altri settori, condannando anche le rispettive aziende a una pena pecuniaria.
Gran parte dell’inchiesta è ruotata intorno alla Rocchese Calcio e alcuni degli imprenditori, secondo l’accusa, avrebbero sponsorizzato la squadra perché il giudice Pagano, in servizio negli scorsi anni presso il Tribunale di Salerno, doveva decidere su cause di loro interesse. Secondo l’accusa, il magistrato di Roccapiemonte, in diverse cause riconducibili ad alcuni imputati, avrebbe dovuto astenersi dal giudizio e non lo avrebbe fatto.
LE CONDANNE
Luigi Celeste Angrisani è stato condannato a 6 anni di reclusione, oltre all’interdizione legale durante l’esecuzione della pena e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Roberto Leone è stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione.
Giacomo Sessa e l’imprenditore edile Eugenio Rainone sono stati condannati a 4 anni di reclusione ciascuno.
Il consulente Antonio Piluso è stato condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione.
Riccardo De Falco e Giovanni Di Giura, imprenditori della sanità privata, sono stati condannati a 3 anni e 2 mesi di reclusione.
A De Falco, Di Giura, Leone, Rainone, Piluso e Sessa è stata applicata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Gli imputati sono stati condannati anche al risarcimento del danno nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Giustizia, da liquidarsi in separata sede e da quantificarsi in sede civile. Leone dovrà inoltre risarcire i danni a un altro imprenditore.

LE CONDANNE PECUNIARIE
La casa di cura Angrisani “Villa dei Fiori Srl” è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 300 quote da 300 euro, per un totale di 90mila euro.
Silba Spa è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria di 200 quote da 300 euro, pari a 60mila euro. Royal Trophy è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria di 200 quote da 300 euro, pari a 60mila euro.
Costruzioni Generali Rainone Srl è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria di 200 quote da 300 euro, pari a 60mila euro.

LE PRESCRIZIONI
Per un reato minore è intervenuta la prescrizione nei confronti di Mario Pagano, Eugenio Rainone, Antonio Piluso, Peppino Sabbatino, Renato Coppola, Giovanni Pagano e Augusta Villani.
Prescritta anche l’accusa minore a carico di Luigi Grimaldi e Giovanni Scarano.
LE REAZIONI
I condannati, sia a livello personale sia attraverso le rispettive società, hanno annunciato ricorso in appello, fermo restando che non ci saranno ripercussioni sui livelli occupazionali delle aziende coinvolte, anche perché le compagini amministrative sono, nella maggior parte dei casi, cambiate.
La difesa di Pagano ha sempre respinto le accuse di aver favorito gli imprenditori, sostenendo che il mondo della sanità privata e la Rocchese avessero esclusivamente rapporti legati al sostegno delle cure fisioterapiche.
Nutrito il collegio difensivo dei vari imputati: da Domenico Ciruzzi, che assiste Mario Pagano e sottolinea quella che ritiene essere una contraddittorietà tra la sentenza di ieri e quella di condanna del magistrato rocchese, a Michele Tedesco, Silverio Sica, Maurizio Mastrogiovanni, Alessandro Diddi e Giovanni Annunziata.
Quest’ultimo, difensore dell’imprenditore Rainone, dichiara: «Già dalle prime battute di questo processo, nel 2016, il mio assistito chiese di essere sentito dalla Procura di Napoli in merito alla vicenda oggetto dell’imputazione, relativa a una cartella esattoriale di circa 27mila euro. Secondo la Procura, il mio assistito avrebbe finanziato la Rocchese con un importo pari a circa 45mila euro.
Durante l’interrogatorio e l’istruttoria dibattimentale è emerso che Rainone non sapeva nulla del ricorso, come provato documentalmente. Ma, ancor di più, i numeri non giustificherebbero i soldi versati alla squadra di calcio per garantire la mancata astensione processuale del giudice: sarebbe stato più conveniente pagare la cartella esattoriale da 27mila euro che versarne 45mila alla Rocchese.
Ovviamente sarà, come sempre, necessario leggere le motivazioni della sentenza di primo grado e comprendere quale percorso logico-giuridico sia stato utilizzato dai giudici, ma evidentemente sono emersi profili probatori a favore di Rainone che, a mio avviso, risultano obiettivamente insuperabili. Naturalmente presenterò appello».
