Università di Salerno, esami e lauree false: prescrizione per 33 imputati

Altri 11 restano a processo. Il Tribunale di Nocera Inferiore accoglie la linea della difesa sull’esclusione delle aggravanti

NOCERA INFERIORE. Passa la linea della difesa per 33 dei 44 imputati coinvolti nello scandalo dei falsi esami e delle lauree “facili” all’Università degli Studi di Salerno. Studenti, familiari e personale amministrativo erano accusati, a vario titolo, di accesso abusivo a sistema informatico, truffa allo Stato e indebita percezione di erogazioni pubbliche per aver ottenuto voti e titoli accademici senza aver mai sostenuto le prove d’esame.

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La prescrizione
Per 33 posizioni i giudici del Tribunale di Nocera Inferiore (collegio presieduto dal giudice Donatella Mancini, con a latere Paola Montone e Riccardo Palliggiano) hanno escluso le aggravanti contestate. Di conseguenza, i reati sono caduti in prescrizione, decretando la fine del processo per gran parte degli indagati residenti tra l’Agro Nocerino, Salerno, la Valle dell’Irno, la provincia di Avellino e la Basilicata.

Il procedimento penale prosegue invece per gli altri 11 imputati, le cui posizioni sono state ritenute più gravi. Tra le parti civili costituite nel processo al Palazzo di Giustizia di via Falcone figura anche lo stesso Ateneo salernitano, rappresentato dall’avvocato Gaspare Dalia.

Le imputazioni e il sistema dei “fumetti”
Le contestazioni, che nel 2021 portarono all’esecuzione di diverse misure restrittive, facevano riferimento a un’articolata frode accademica consumata tra il 2015 e il 2018. Secondo l’impianto accusatorio, diversi studenti avrebbero conseguito lauree e titoli di specializzazione aggirando i normali percorsi didattici.

Al centro dell’inchiesta, nata da un’indagine della Procura di Salerno, c’era la manipolazione del sistema informatico dell’Ateneo (Esse3) da parte di due dipendenti infedeli. I due amministrativi avrebbero alterato i dati e le carriere degli studenti in cambio di denaro o di altri compensi, in alcuni casi bizzarri, come rari fumetti da collezione.

Le anomalie erano state inizialmente rilevate dall’università stessa, a seguito di un controllo interno riguardante l’immatricolazione irregolare di due studenti alla facoltà di Medicina e Chirurgia.

Le indagini e le intercettazioni
I successivi accertamenti avevano rivelato che il sistema non serviva solo a registrare esami fantasma, ma anche a far ottenere agli studenti illegittime riduzioni delle tasse universitarie, simulando fasce di reddito più basse.

Nelle carte della pubblica accusa erano confluiti pesanti elementi di prova, tra cui intercettazioni ambientali e telefoniche. Tra gli episodi chiave emersi dalle indagini, quello di una madre e di uno studente che avevano intrattenuto un numero elevatissimo di contatti telefonici e appuntamenti con un impiegato della segreteria studenti per concordare le modifiche al terminale. Per la maggior parte dei protagonisti, tuttavia, il decorso del tempo ha cancellato le responsabilità penali prima di una sentenza di merito.