Armando Giordano ha ottenuto l’obbligo di dimora in Campania. Il 30 aprile la decisione sull’estradizione in Spagna

NOCERA SUPERIORE. È stato sottoposto all’obbligo di dimora in Campania il 53enne Armando Giordano, il camionista di Nocera Superiore arrestato nei giorni scorsi su richiesta dell’autorità giudiziaria spagnola. Il conducente di autoarticolati è stato conseguentemente scarcerato.

Assistito dall’avvocato Manuel Capuano, l’uomo si è professato innocente rispetto alle accuse di aver fatto parte di una rete, composta da diversi italiani, dedita all’importazione di cocaina e hashish in Italia. Il prossimo 30 aprile la Corte d’Appello di Salerno deciderà sulla richiesta di estradizione nel paese iberico.
L’arresto e il maxi sequestro a Girona
L’arresto è scattato due giorni fa, quando la Squadra Mobile di Salerno, diretta dal primo dirigente Elvio Barbati, ha dato esecuzione a un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità di Barcellona per il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Secondo gli inquirenti spagnoli, Giordano avrebbe partecipato, almeno dal febbraio 2025, al trasporto di ingenti quantitativi di droga dalla Spagna all’Italia utilizzando i propri mezzi pesanti.
Le indagini della polizia iberica si fondano su un precedente e clamoroso sequestro: l’8 settembre 2025, in un’area di servizio della città di Girona, in Catalogna, le forze dell’ordine intercettarono il camion del nocerino, scoprendo a bordo 57,69 chili di cocaina e 307 chili di hashish.

Una volta trasmesso il provvedimento internazionale in Italia, i poliziotti della Mobile hanno rintracciato Giordano, conducendolo inizialmente alla casa circondariale di Salerno Fuorni, prima che il giudice disponesse la scarcerazione con la misura meno afflittiva dell’obbligo di dimora.
Il fenomeno dei “corrieri del borsone”
L’inchiesta riaccende i riflettori sul fenomeno dei camionisti che effettuano il cosiddetto “viaggio” o “trasporto del borsone” per portare stupefacenti in Italia dalla Spagna o dai Paesi Bassi. Per ogni viaggio, i corrieri incassano solitamente una cifra che oscilla tra i 5.000 e gli 8.000 euro. Nella maggior parte dei casi, proprio come per il 53enne di Nocera Superiore, si tratta di conducenti incensurati o senza precedenti penali specifici.
I metodi di occultamento variano a seconda della sostanza: per le droghe leggere si utilizzano spesso ingegnosi doppi fondi ricavati nei tir o si nasconde il carico tra la merce legale, mentre per la cocaina si preferisce il sistema del borsone. Le ditte di trasporto proprietarie dei mezzi, il più delle volte, sono completamente all’oscuro dei traffici illeciti dei loro dipendenti.

La rotta della droga
I flussi internazionali vedono la cocaina arrivare dal Sud America e i derivati della cannabis dal Marocco. Una volta sbarcate nei porti spagnoli o olandesi, le sostanze vengono prese in carico dai camionisti italiani per essere trasportate su gomma.
La destinazione finale di questi carichi non è solo l’Agro nocerino-sarnese o l’hinterland vesuviano, ma anche le piazze di spaccio di Napoli e della provincia di Caserta. Molti dei camionisti coinvolti in queste rotte provengono proprio dalle province di Napoli e Salerno, aree in cui si concentra il maggior numero di aziende di autotrasporti operanti su scala nazionale e internazionale.
