Angri/Salerno: chiesti 20 anni di reclusione per l’omicidio di Vincenzo Mazza

L’assassinio fu commesso nella zona di Picarielli lo scorso anno

Venti anni di reclusione per il presunto autore dell’omicidio del 35enne Vincenzo Mazza, originario di Angri, ucciso a seguito di una serie di violenti pugni al volto. È questa la richiesta formulata dalla Procura di Salerno a carico del 50enne salernitano Luca Fedele, ex pugile, accusato di omicidio preterintenzionale.

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La sentenza
La sentenza con il rito abbreviato sarà emessa il prossimo 13 luglio. La richiesta di venti anni tiene già conto dello sconto di pena previsto dalla scelta del rito processuale.

La ricostruzione
Mazza morì lo scorso dicembre in un appartamento di via Gabriele D’Annunzio, tra i quartieri di Pastena e Picarielli a Salerno. Inizialmente, Fedele aveva dichiarato agli inquirenti di essersi imbattuto in un ladro e di averlo ucciso durante una colluttazione. Tuttavia, dopo una notte di interrogatorio in caserma, l’uomo è stato sottoposto a fermo e arrestato. Il 50enne, difeso dall’avvocato Maurizio De Feo, è un ex pugile già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti penali.

alt=35enne di Angri ucciso a Salerno, arrestato 49enne Salernitano

L’omicidio
Secondo quanto ricostruito, la vittima si sarebbe recata a casa del suo aggressore al primo piano di una palazzina popolare in via D’Annunzio, nella zona orientale di Salerno. Poco dopo l’incontro sarebbe nata una discussione. All’arrivo delle forze dell’ordine sono state rinvenute nell’appartamento alcune dosi di droga, un dettaglio che ha spinto gli inquirenti a ipotizzare che i due stessero consumando sostanze stupefacenti prima della lite.

Il diverbio verbale è degenerato rapidamente in uno scontro fisico. Il proprietario dell’appartamento ha aggredito la vittima colpendola con diversi pugni al volto: due di questi, secondo la perizia del medico legale, si sono rivelati letali. Il 35enne, nativo di Nocera Inferiore ma residente ad Angri, è crollato al suolo esanime, battendo violentemente la testa sul pavimento.

La prima versione dei fatti fornita da Luca Fedele ha rischiato di sviare le indagini. Era stato lui stesso ad allertare i soccorsi, sostenendo di aver sorpreso un intruso durante un tentativo di furto e di averlo colpito solo per legittima difesa. Una versione che è emersa sin da subito come poco credibile.

Le indagini
I Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno sono riusciti a ricostruire rapidamente la reale dinamica dei fatti, disponendo il trasferimento dell’uomo in carcere.

Quella notte, alcuni residenti della palazzina avevano lanciato l’allarme. All’arrivo dei militari e dell’ambulanza, il corpo del giovane Mazza era già privo di vita e i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Nell’appartamento era presente anche l’aggressore, che stava fornendo una verità parziale.

Le indagini, proseguite serrate fino all’alba con il conseguente accompagnamento dell’uomo in caserma, hanno permesso di fare piena luce sulla vicenda. I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Giovanni Pentangelo, Carmela Fattoruso, Giovanni Vitale e Lucia Apuzzo.