Vietri sul Mare, scatta il divieto di balneazione. L’opposizione attacca: «Nessuna programmazione, gestione inesistente»

Il gruppo “Vietri che Vogliamo” accusa l’amministrazione dopo i dati Arpac sul tratto Marina-Due Fratelli: «Danno enorme a turismo e residenti nel pieno dell’estate. Serve un tavolo tecnico permanente»

VIETRI SUL MARE Nuova bufera politica alle porte della Costiera Amalfitana sul fronte della tutela ambientale e della balneabilità. Le recenti analisi dell’Arpac, che hanno evidenziato criticità nei campionamenti delle acque marine, hanno fatto scattare un divieto temporaneo di balneazione in un tratto nevralgico della costa vietrese. Il provvedimento ha riacceso immediatamente lo scontro tra l’amministrazione comunale e la minoranza consiliare. Sulla vicenda interviene duramente il gruppo di opposizione “Vietri che Vogliamo”, che denuncia l’assenza di interventi strutturali e una gestione fallimentare della risorsa mare.

Di seguito la nota integrale diffusa alla stampa dai consiglieri comunali:
«Il gruppo consiliare di opposizione “Vietri che Vogliamo” esprime profondo rammarico per il nuovo divieto temporaneo di balneazione disposto a Vietri sul Mare a seguito delle analisi Arpac, che interessa il tratto di costa compreso tra il campo sportivo di Marina e l’area dei “Due Fratelli”.

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Si tratta dell’ennesimo episodio che riporta all’attenzione una criticità da anni irrisolta. Una gestione da parte di questa amministrazione del tema “mare e balneazione” inesistente e che, nel tempo, ha privilegiato interventi di facciata piuttosto che la risoluzione definitiva delle problematiche ambientali e infrastrutturali.

I consiglieri comunali del gruppo – Alessio Serretiello, Antonella Scannapieco e Maurizio Celenta – sottolineano la gravità della situazione e la necessità di un radicale cambio di metodo nell’approccio al problema.

“Siamo di fronte all’ennesimo divieto di balneazione in un tratto di naturale bellezza ed altamente simbolico del nostro territorio – dichiarano i consiglieri –. È un fatto che si ripete da anni e che evidenzia l’assenza di programmazione e di una soluzione strutturale. Negli ultimi vent’anni la città è stata amministrata, di fatto, sempre dalla stessa area politica, e oggi si ripresentano le medesime problematiche che non si vogliono affrontare e risolvere. Il mare non è balneabile: lo certificano le analisi delle acque effettuate dall’Arpac.

Le spiagge libere nella zona di Marina sono di fatto inesistenti e quelle che vengono erroneamente definite spiagge libere sono situate alla foce del fiume Bonea dove, come da normativa vigente, persiste un divieto di balneazione permanente. In queste aree non esiste nessun servizio di vigilanza, bagni, docce o fontane; sono presenti barche e pattini e quel poco di arenile che resta disponibile viene occupato da ombrelloni e lettini offerti a pagamento ai bagnanti. È stata per caso rilasciata una concessione anche per quel pezzetto di spiaggia cosiddetta libera?

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Non è più accettabile – proseguono i membri di ‘Vietri che Vogliamo’ – che una questione così rilevante per la salute pubblica, il turismo e l’economia locale resti senza risposte definitive. Il danno per cittadini, turisti, visitatori, operatori balneari e imprese del settore è evidente e crescente, soprattutto nel pieno della stagione estiva. Chiediamo controlli e trasparenza, rendendo tra le altre cose chiaramente visibile, con appositi cartelli, il divieto di balneazione lungo il tratto interessato, al fine di tutelare la salute pubblica e contestualmente garantire la fruizione del mare senza nessun tipo di pericolo.

Il gruppo consiliare propone inoltre la costituzione immediata di un tavolo tecnico permanente tra Comune, enti competenti, Arpac e soggetti istituzionali con l’obiettivo di analizzare in modo approfondito le cause dell’inquinamento e definire un piano di interventi strutturali e risolutivi. La balneabilità del mare di Vietri sul Mare – concludono Serretiello, Scannapieco e Celenta – non può avere colore politico. Come sempre faremo la nostra parte in modo responsabile, costruttivo e concreto”».