Respinto il ricorso della famiglia Polese. Via libera definitivo agli atti del Comune di Sant’Antonio Abate dopo la confisca della struttura diventata patrimonio pubblico

SANT’ANTONIO ABATE – Nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria del Grand Hotel La Sonrisa, noto al grande pubblico come il “Castello delle Cerimonie“. Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta avanzata dalla famiglia Polese, confermando la legittimità dei provvedimenti con i quali il Comune di Sant’Antonio Abate ha revocato le licenze commerciali per l’attività alberghiera e di ristorazione della struttura.
La decisione della settima sezione di Palazzo Spada rappresenta un ulteriore passaggio a favore dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale, che nei mesi scorsi aveva disposto la revoca delle autorizzazioni dopo il trasferimento del complesso immobiliare al patrimonio comunale.
Il pronunciamento arriva a pochi giorni dalla conferma già espressa dal Tar e rafforza la posizione dell’ente locale nella gestione della controversia legata a una delle strutture più note della Campania, diventata celebre in tutta Italia grazie al programma televisivo “Il Boss delle Cerimonie” e successivamente “Il Castello delle Cerimonie“.
Una vicenda iniziata nel 2011
La storia giudiziaria del complesso affonda le sue radici nel 2011, quando vennero contestati una serie di abusi edilizi realizzati nel corso degli anni su un’area di oltre 40mila metri quadrati nel territorio di Sant’Antonio Abate.
Nel 2016 il Tribunale di Torre Annunziata dispose la confisca dell’intera struttura e condannò a un anno di reclusione Rita Greco, moglie di Antonio Polese, e Agostino Polese, fratello del noto imprenditore e amministratore della società.
La vicenda è poi approdata in Cassazione. Nel 2024 i giudici hanno dichiarato prescritti i reati penali contestati agli imputati a causa del tempo trascorso, ma hanno confermato la confisca del complesso immobiliare. Una decisione che ha sancito il definitivo passaggio del Castello delle Cerimonie e delle aree circostanti al patrimonio del Comune di Sant’Antonio Abate.
Le decisioni del Comune
Dopo l’acquisizione del bene, l’amministrazione comunale ha avviato le procedure necessarie per la gestione della struttura. Nel maggio 2026 il Comune ha disposto lo sgombero del complesso e la revoca delle licenze commerciali relative alle attività di albergo e ristorante.
Contro tali provvedimenti la famiglia Polese ha presentato ricorso sostenendo l’illegittimità degli atti amministrativi. Una tesi che, tuttavia, non ha trovato accoglimento né davanti al Tribunale amministrativo regionale né, successivamente, davanti al Consiglio di Stato.
La conferma dell’operato dell’amministrazione
Con il rigetto del ricorso viene dunque confermata la correttezza dell’azione amministrativa intrapresa dal Comune di Sant’Antonio Abate. Per Palazzo Spada, infatti, sussistono i presupposti che hanno portato alla revoca delle autorizzazioni commerciali dopo la definitiva acquisizione pubblica dell’immobile.
La decisione segna un passaggio cruciale nella complessa vicenda del Grand Hotel La Sonrisa, una struttura che per anni ha rappresentato un simbolo dell’imprenditoria locale e della televisione italiana, ma che negli ultimi quindici anni è stata al centro di un lungo contenzioso giudiziario e amministrativo.
Resta ora da capire quale sarà il futuro del complesso, diventato a tutti gli effetti patrimonio del Comune e destinato a entrare in una nuova fase della sua storia.
