Aggredito verbalmente sotto casa il candidato sindaco di Angri Pasquale Mauri

Un uomo di 50 anni lo ha atteso nel pomeriggio sotto la sua abitazione e lo ha riempito di insulti, offendendo anche la memoria della moglie deceduta 17 anni fa. Notata la presenza sospetta di alcuni giovani. Determinante l’intervento di alcuni supporter in difesa del candidato

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I fatti in piazza Madonna delle Grazie

Oggi pomeriggio, intorno alle 16:00, in piazza Madonna delle Grazie ad Angri, un uomo di 50 anni (F.P. le sue iniziali) ha atteso che il candidato sindaco di Angri ed ex primo cittadino Pasquale Mauri scendesse in strada. Non appena lo ha visto, l’uomo ha iniziato a urlare con forza il suo nome e cognome, bloccandolo e daccapo a una violenta aggressione verbale, con insulti e provocazioni continue, fino a infangare la memoria della sua famiglia e, in maniera particolarmente vile, quella della sua compianta moglie.

Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore aveva con sé un oggetto non identificato. Al di là di questo elemento, ciò che ha maggiormente colpito per brutalità è stato il contenuto delle offese, pronunciate in un contesto che, secondo i presenti, appariva chiaramente orientato a provocare una reazione e a trascinare Mauri in una colluttazione.

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I testimoni e la dinamica “social”

La scena è avvenuta davanti a numerosi testimoni: diversi residenti si sono affacciati dai balconi richiamati dalle urla, mentre alcune persone sono uscite dalle attività commerciali della zona. In difesa di Mauri sono prontamente intervenuti alcuni ragazzi che stavano lavorando come rappresentanti di lista per la sua coalizione, oltre al figlio Roberto che, con grande freddezza, ha evitato che la situazione degenerasse.

La dinamica dell’episodio presenta contorni inquietanti: qualcuno ha notato a distanza altri giovani fermi su uno scooter con i cellulari in mano, intenti a riprendere la scena. Il sospetto è che fossero lì appositamente per documentare l’aggressione e trasformare un momento di tensione in un contenuto “virale” da far circolare sui social.

Il post del candidato sindaco Pasquale Mauri

«Gravissimo episodio ai danni del candidato sindaco Pasquale Mauri, che denuncia una vile aggressione sotto casa: “Colpita la memoria di mia moglie, un limite che nessuno può oltrepassare”.

Esistono confini che non possono essere superati. Il confronto politico, anche quello più duro, non può mai trasformarsi in odio personale, intimidazione o fango gettato contro gli affetti più sacri. Colpire la memoria di una persona che non c’è più significa toccare il punto più basso della dignità umana. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.Invito tutta la comunità a respingere con fermezza ogni forma di violenza, provocazione e barbarie verbale, difendendo il rispetto umano prima ancora del confronto politico».

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La solidarietà degli altri candidati

Cominciano ad arrivare i primi attestati di stima e solidarietà. Il primo a manifestare vicinanza a Mauri e a condannare l’accaduto è stato il nipote Alfonso Scoppa, anch’egli in corsa per la fascia tricolore, che ha ribadito come la violenza non debba mai entrare nella vita democratica di una comunità:

«Esprimo piena solidarietà al candidato sindaco Pasquale Mauri — scrive Scoppa —, da avversario politico e da nipote, condannando con fermezza l’aggressione avvenuta. Al di parte le idee politiche e il modus operandi, che può essere diverso e anche contrapposto, deve sempre prevalere il rispetto della persona e del confronto civile, sia per ciò che riguarda la vita politica sia per quella privata di ogni cittadino. Mai usare odio o violenza».