Dove e quanto ci costano gli infermieri e gli Oss imboscati dell’Asl Salerno

La denuncia del Nursid


Ben 421 sanitari dell’Asl Salerno non svolgono il lavoro per i quali sono stati assunti e sono regolarmente pagati, ma in realtà sono “imboscati” negli uffici. Tra questi ci sono 187 infermieri e 213 operatori socio-sanitari attualmente assegnati a uffici, direzioni o servizi amministrativi distribuiti su tutto il territorio aziendale, lo steso dicasi per 21 tra tecnici di laboratorio e di radiologia, fisioterapisti e ostetriche.

La denuncia arriva dal sindacato Nursid che si è arrivato alla Procura di Salerno, alla Procura regionale della Corte dei Conti, ai carabinieri del Nas e all’Ordine degli Infermieri di Salerno, segnalando il problema. Dopo avere ricevuto l’assicurazione dall’Asl di un suo intervento a dicembre in pichi mesi, addirittura, quel numero è aumentato di una quarantina di unità, fino a 421.

QUANTI
Gli infermieri che fanno altri compiti sono 187 su 3.804 pari a 4,92%; gli oss 213 su 953 (addirittura il 22,35%); 3 gli ostetrici su 164 (1,83%); 14 i fisioterapisti su 125 (11,20%), due i tecnici di radiologia su 197 (1,02%) e 3 tecnici di laboratorio su 202 (1,49%). Tutto questo «mentre negli ospedali e nei servizi sanitari del territorio salernitano si continua a denunciare carenza di personale in corsia, centinaia di professionisti sanitari risultano impiegati in attività amministrative o comunque lontane dall’assistenza diretta ai pazienti», sottolinea il sindacato.

Nello specifico 92 infermieri sono alle direzione di presidio degli ospedali, 37 alla tutela salute adulti, 9 al servizio prevenzione e protesi e poi numeri minori per altre attività, per un totale di 187.

Gli Oss che farebbero altro sono 46 ai servizi di Geriatria e cure domiciliari, 28 direzioni sanitarie di presidio ospedaliero, 11 al servizio di cardiologia; 10 alla tutela salute adulti e minori; 9 all’assistenza sanitaria di basa del distretto sanitario di Nocera e 8 a quella di Angri- Scafati e in misura più limitata in altri servizi, per un totale di 213. Le altre figure sono impegnate nelle direzione di presidio o in altri servizi.

Sono sei gli infermieri che lavorano nel dipartimento di prevenzione della salute pubblica a Nocera Inferiore, di cui tre ricevano un’indennità di oltre 11mila euro l’anno. Insomma sarebbero, secondo il sindacato Nursid, dei colonnelli senza soldati. Biagio Tomasco, segretario provinciale del Nursid di Salerno, continua nella sua lotta contro i sanitari o gli addetti al comparto che non svolgono attività legate alla cura dei pazienti, ma sono impegnato in attività amministrative.
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Due giorni fa la denuncia alla procura della Repubblica di Salerno, a quella della Corte dei Conti e ai carabinieri del Nas sui 421 “imboscati” a cui si potrebbero aggiungere altre sei persone. «Mi giungono segnalazioni di dipendenti dell’Asl su altri operatori che non lavorano per le mansioni per cui sono stati assunti e vengono regolarmente pagati dall’Azienda sanitaria di Salerno – spiega Tomasco -. Chiediamo ai colleghi di continuare ad inviarci segnalazioni per scoprire un fenomeno dilagante e che aumenta di giorno in giorno».
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QUANTO CI COSTANO
Il sindacalista aveva fatto anche i conti su quanto costavano alla gestione dell’Asl tutte le persone che nell’azienda tra le più grandi d’Italia non svolgevano il lavoro che dovrebbero, ma tutt’altro.

«L’indennità si aggiri, di media, intorno agli 873,48 euro l’anno: moltiplicando per i 187 colleghi allocati in attività non direttamente attinenti al loro profilo, arriviamo ad un esborso, ingiustificato, di 163.840,76 euro per anno di esercizi. C’è poi l’indennità professionale specifica, che di media si aggira sugli 433,82 euro l’anno, si arriva a corrispondere un ammontare annuo di 81.124,34 euro. Sommando i due importi, vengono corrisposti, per singolo anno di esercizio, 244.965,10 euro a persone che, di fatto, non svolgono la loro attività quali infermieri.

Tanto non è più tollerabile, in quanto assistere alla corresponsione per lo stesso trattamento economico tanto a chi sta in corsia, quanto a chi invece non ci sta, è moralmente, oltre che economicamente, non accettabile». Numeri a cui vanno sommate le indennità anche dei coordinatori, ossia quelli comunemente detti caposala, impegnati in mansione di ufficio.
Un ragionamento analogo può farso per i 213 Oss e gli altri 21 tra tecnici di laboratorio e di radiologia, ostetriche e fisioterapisti.
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Nursid prende in esame anche il caso in cui ci siano colleghi che sono malati o che hanno prescrizioni limitanti l’attività come decisi dai medici. «La domanda che ci poniamo è se tutte queste persone non svolgano la loro professione in base a certificate limitazioni fisiche e/o impedimenti di carattere sanitario – sottolinea Tomasco -. In tal caso, non capiamo perché’ mai l’Asl Salerno non si sia avvalsa del dettato contrattuale che consente la trasformazione del profilo giuridico in altro», ovviamente con uno stipendio minore.

Il sindacalista si chiede in particolare «cosa ci faccia questa pletora di Oss in uffici e/o servizi che non attengono alla loro qualifica professionale che, ai sensi dell’Accordo Stato – Regioni del 2001 e della sua revisione con il D.P.R. del 25 marzo 2025, indirizzata unicamente alla cura della persona sotto il profilo assistenziale ed alberghiero, venendo meno, quindi, alle sue specifiche mansioni per le quali è stato assunto.