I particolari pubblicati da La Città e copiati da molti. L’attesa degli altri risultati sull’omicidio di Franco Vitolo

Mai come in questo caso sarà fondamentale l’autopsia che si svolgerà venerdì prossimo per stabilire l’esatta causa della morte del 62enne Francesco Vitolo.
NESSUN TESTIMONE
L’omicidio di Sant’Egidio del Monte Albino non ha testimoni e l’unica, al momento, a poter riferire la sua versione dei fatti rimane la moglie, la 54enne Raffaella Cirillo, fermata quale indiziata di omicidio e ora in carcere a Salerno.
L’AUTOPSIA
Una vicenda complessa e solo l’esame autoptico potrà chiarire i contorni di un assassinio che potrebbe vedere aggravata la posizione della moglie o attenuate le sue responsabilità.
L’imprenditore di origini paganesi potrebbe essere stato accoltellato mentre si trovava in un altro punto della villa di via Degli Aranci e poi sarebbe riuscito a raggiungere il bagno dove è stato trovato riverso a terra dal personale del 118, avvertito dalla moglie, ma con la motivazione che il marito era stato colto da malore. Di semplice malore non si sarebbe trattato perché all’origine ci sarebbe stata una coltellata inferta presumibilmente dalla donna al costato.
LE CAUSE ESATTE DELL’OMICIDIO
Ora bisognerà comprendere la causa esatta che ha portato al decesso della vittima. Alto, robusto, fisico non compromesso dal passare degli anni, Vitolo era un judoka e arbitro europeo di judo. Queste caratteristiche lasciano presupporre che se ci fosse stata una lite l’uomo potrebbe essere stato colpito da un fendente sferrato dall’aggressore a sorpresa. Vitolo, infatti, era esperto di arti marziali e avrebbe potuto facilmente disarmare la moglie, posto che sia stata lei a trafiggerlo. L’autopsia dovrà stabilire anche se l’arma utilizzata sia stata idonea a causare la morte di Vitolo.
LE IPOTESI
Nell’ipotesi più favorevole all’indagata, il coltello potrebbe non aver colpito organi vitali, ma aver causato indirettamente un malore e quindi la morte del 62enne imprenditore sarebbe arrivata come conseguenza di altro reato. Diversa ipotesi, più grave per la Cirillo, è quella del fendente che avrebbe raggiunto il cuore o lesionato un polmone o altro punto vitale, portando il marito al decesso. Va anche verificato il racconto della donna per chiarire se ad agire sia stata effettivamente lei. Non sembra indicativo il fatto che sul corpo della vittima ci fosse un segno di poco più di un graffio riconducibile al fendente, perché l’uomo era corpulento e quindi la ferita potrebbe essersi sostanzialmente richiusa.
I COLTELLI
I carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore hanno sequestrato anche diversi coltelli che si trovavano all’interno dell’abitazione per stabilire quale di questi sia stato utilizzato durante l’aggressione.
Mettendo insieme i dati sul fisico di Vitolo, l’esame dei coltelli e i risultati della autopsia che si terrà venerdì prossimo potrebbe emergere una prima verità dal punto di vista investigativo basato sugli accertamenti autoptici e le indagini dei carabinieri diretti dal tenente colonnello Gianfranco Albanese. Un quadro più chiaro per il pm Gianluca Caputo e il procuratore facente funzioni Anna Frasca potrà stabilirsi dopo la convalida del fermo di Raffella Cirillo, prevista per domani.
LA DIFESA
A lavoro anche gli avvocati sia il legale che assiste i familiari della vittima sia il collega che difende l’indagata. L’avvocato Concetta Galotto, sin dal primo momento, ha attribuito grande peso proprio alla autopsia per ricostruire quanto avvenuto nella tragica serata del weekend scorso. Lo stesso probabilmente fa il difensore della parte offesa.




