A 15 anni dall’assassinio di Angelo Vassallo, la Fondazione rilancia la sfida per verità e giustizia

Non permetteremo che venga cancellata: la nostra lotta per verità, giustizia e legalità continua senza sosta”

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Il Presidente Dario Vassallo e il Vicepresidente Massimo Vassallo: “La lotta per la verità e la legalità continua senza sosta”

Era il 5 settembre 2010 quando Angelo Vassallo, Sindaco Pescatore di Pollica, veniva assassinato. A 15 anni da quel tragico evento, la Fondazione a lui intitolata continua a portare avanti il suo messaggio di legalità, giustizia sociale e impegno civile, tra iniziative sul territorio e in tutta Italia.

Quest’anno, in occasione dell’anniversario, è stata accolta la richiesta della Fondazione di piantumare alberi in memoria di Angelo in numerose città italiane, da nord a sud, come simbolo concreto di cittadinanza attiva e rispetto per l’ambiente.
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Contemporaneamente è stata inaugurata la nuova sede della Fondazione a Vallo della Lucania, un importante presidio per la memoria e l’attività culturale, a seguito della dolorosa uscita dal Castello Capano di Pollica, affidato a una società privata dall’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Pisani.1fondazione-angelo-vassallo-sede-vallo-della-lucania-rtalive

All’inaugurazione erano presenti parte dell’amministrazione comunale di Vallo, con gli assessori Iolanda Molinaro e Pietro Miraldi. Nel corso della cerimonia, il poeta Enzo Tafuri ha consegnato alla Fondazione una ceramica di Vietri recante una poesia da lui scritta e dedicata ad Angelo Vassallo, dal titolo “Il pianto vergine”.

“La cacciata dal Castello Capano è stato un atto grave che non ha fermato il nostro impegno. Rimaniamo nel Cilento a difendere la memoria di Angelo e i suoi valori di legalità. La nuova sede a Vallo della Lucania rappresenta un luogo simbolo per le attività della Fondazione e per il coinvolgimento dei cittadini”. A denunciarlo è Dario Vassallo, Presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore.
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La Fondazione denuncia anche la mancanza di sostegno da parte della politica, con il Partito Democratico che in Campania ha spesso creato ostacoli a ogni iniziativa promossa in memoria di Angelo, costruendo muri alle nostre attività e limitando la diffusione dei progetti civici e ambientali avviati dal Sindaco Pescatore.

Massimo Vassallo, Vicepresidente della Fondazione, aggiunge: “Siamo a soli 11 giorni dall’inizio del processo a Salerno sull’omicidio di Angelo. Chiediamo che, oltre ad ASMEL, ANCI e Avviso Pubblico, anche lo Stato e i Carabinieri si costituiscano parte civile, perché sono direttamente parte lesa di un crimine che ha segnato profondamente la comunità e il Paese”.2fondazione-angelo-vassallo-sede-vallo-della-lucania-rtalive

Negli anni, l’operato del sindaco di Pollica Stefano Pisani ha suscitato numerose polemiche: ha autorizzato per due anni la sagra del pesce nello stesso giorno dell’uccisione di Angelo, non si è costituito parte civile nei processi “Strade fantasma” e “Due Torri bis”, ha cacciato la Fondazione dal Castello Capano per affidarlo a privati, ha distrutto la scultura “La Grande Onda” per piantare un pino, ha definito la Fondazione “fantomatica” e contestato pubblicamente alcune teorie sull’omicidio, mentre oggi alcuni suoi amici risultano indagati. Ha inoltre snaturato il progetto originale della Dieta Mediterranea, trasformandolo in gestione di fondi europei a vantaggio di pochi, ignorando i principi di equità e diffusione culturale che Angelo aveva promosso.
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Dario Vassallo sottolinea: “Questi atti non ci fermano. Al contrario, rafforzano la nostra determinazione a mantenere viva la memoria di Angelo e a difendere la verità. Ogni piantumazione, ogni iniziativa culturale, ogni azione della Fondazione è un messaggio chiaro: Angelo vive nelle nostre azioni”.

La Fondazione ribadisce inoltre che il 16 settembre inizierà il processo a Salerno per l’omicidio di Angelo Vassallo, e che sarà in prima linea per assicurarsi che la verità emerga e che giustizia sia fatta.
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Massimo Vassallo, conclude: “La Fondazione continuerà a denunciare le ingiustizie e a chiedere che le istituzioni facciano la loro parte. Angelo merita rispetto, memoria e protezione della sua eredità civile. Il nostro impegno non si ferma e continueremo a vigilare perché nessuno possa dimenticare ciò che è accaduto”.

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