Attentato al Comune di San Giorgio e pistolettate a San Severino, nuove indagini

La Dda ordina approfondimenti investigativi a partire da domani

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Proseguono spedite le indagini sulla bomba al Comune di Castel San Giorgio,nelle prossime ore nuovi accertamenti disposti dalla DDA per ricostruire l’attentato del 10 marzo scorso .

Le attività investigative della procura di Salerno sull’attentato dinamitardo che distrusse il portone d’ingresso del palazzo di città sangiorgese prevedono per la giornata di domani rilievi dattiloscopici e biologici sulla vettura finita sotto sequestro e sulla quale viaggiavano alcuni degli indagati che sarebbero stati vittima di un attentato a colpi di arma da fuoco.

I due episodi, la bomba sotto il palazzo di città e la sparatoria, se pur non sembrerebbero direttamente collegati, sono comunque oggetto di indagini parallele che potrebbero portare ad importanti risvolti. Da indiscrezioni trapelate sembrerebbe che l’agguato era proprio per colpire i responsabili dell’attentato dinamitardo, una faida tra clan emergenti della valle dell’Irno e micro delinquenza locale.
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Dopo l’iscrizione sul registro degli indagati di cinque persone, quasi tutte di Mercato San Severino, sono necessari ulteriori approfondimenti sulla vettura che sarebbe stata utilizzata nelle fasi precedenti o successive l’attentato.

Così il pm Carlo Rinaldi,titolare dell’inchiesta,ha disposto per domani mattina rilievi dattiloscopici e biologici sulla Fiat Panda sequestrata lo scorso 7 giugno per individuare eventuali  residui riconducibili all’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco esplosi all’indirizzo di alcuni degli indagati. La vicenda è complessa , da un lato la bomba fatta esplodere sotto la casa comunale di Castel San Giorgio, dall’altro lato la sparatoria avvenuta qualche mese dopo.
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Due episodi apparentemente scollegati tra loro ma che potrebbero avere dei punti di contatto se non nelle azioni specifiche ma in alcuni degli indagati.

Ad eseguire materialmente le indagini sono i carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino e gli uomini del Reparto Operativo – nucleo investigativo del Comando Provinciale di Salerno.
L’indagine, probabilmente,tende a ricostruire una serie di episodi con attentati dei quali sono stati vittima i sindaci di Castel San Giorgio e Roccapiemonte,spesso a poche ore di distanza l’uno dall’altro, senza contare altri episodi come quello che ebbe come vittima l’ex vice sindaco di Castel San Giorgio, oggi consigliere di maggioranza Giuseppe Alfano.

Una stagione che ha visto presi di mira anche strutture pubbliche legate alla gestione dei rifiuti solidi urbani, depositi comunali e addirittura le abitazioni della sindaca di Castel San Giorgio Paola Lanzara e del suo collega di Roccapiemonte Carmine Pagano. Fatti che potrebbero anche essere slegati tra loro ma che sono rimasti comunque irrisolti, lasciando un alone di mistero e di preoccupazione nella comunità locale tanto da essere riportati come episodi simbolici anche dalla relazione semestrale  della Direzione investigativa antimafia trasmessa al Parlamento.
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Due comunità, Castel San Giorgio e Roccapiemonte,tutto sommato tranquille, ma che negli ultimi anni sono state scosse da questi eventi che hanno preso di mira amministratori pubblici o strutture comunali , episodi sui quali la popolazione, gli imprenditori,la politica, attendono che si faccia chiarezza per capire l’esatta portata di chi ha pensato e attuato la regia di questa serie di attentati. Bisogna comprendere,infatti, se c’è qualcosa di più ed i primi a chiedere chiarezza, pur esprimendo fiducia negli investigatori e nella magistratura,sono stati innanzitutto i due sindaci.