Psoriasi: Lo stress, da elemento di rischio a fattore scatenante

Tra il cervello e la pelle esiste una specie di “corsia preferenziale” e quindi è facile capire perché spesso lo stress sia implicato in maniera marcata nello sviluppo e nel peggioramento di molte patologie della pelle come la Psoriasi, la Dermatite da stress e la Dermatite eczematosa.

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Nello specifico la Psoriasi è un’infiammazione cronica e recidivante della pelle che si manifesta attraverso la comparsa di chiazze rosse e spesse, accompagnate da squame grigiastre che causano pruriti continui e bruciori. Le cause della Psoriasi non sono ancora chiaramente conosciute e comprendono una serie di fattori (genetici – immunitari – ambientali) che hanno un ruolo nel suo sviluppo, oltre a degli “eventi scatenanti” di vario genere. Certo è che, insieme alla predisposizione genetica, anche i disordini psichici e lo stress risultano giocare un ruolo centrale. Nella maggior parte dei casi, inoltre, si instaura un vero e proprio circolo vizioso, in quanto questa malattia, con il suo carico di sofferenza fisica, psicologica, sociale ed economica, diventa essa stessa fonte di stress.
Il legame tra stress e psoriasi è collegato al rilascio da parte delle terminazioni nervose di alcune molecole pro infiammatorie che vanno a peggiorare il quadro clinico della patologia. È questo il motivo per il quale lo stress assume un ruolo fondamentale nella patogenesi della Psoriasi. Possiamo dunque definirla una patologia cronica e multiorgano, in quanto è in grado di causare una infiammazione sistemica con il coinvolgimento anche di organi diversi dalla cute. In Italia, secondo le stime più recenti, sono circa 2,5 milioni le persone affette da Psoriasi. Essendo una grave malattia cronica, se non trattata, può portare i pazienti ad un aumentato rischio di altre gravi condizioni di salute, tra cui malattie cardiache di una certa rilevanza.ricerca-scientifica-psiorisi-stress-malattie

Tuttavia le terapie esistono e ci sono diversi modi per tenerla a bada. Ci sono farmaci all’avanguardia che agiscono direttamente sul’IL- 17A (interleuchina 17 A), una citochina che svolge un ruolo chiave nel sostenere l’infiammazione alla base della psoriasi. La ricerca sta andando avanti e mira non solo alla risoluzione dei sintomi visibili di questa patologia, ma anche al recupero di una soddisfacente qualità di vita dal punto di vista emozionale e relazionale del paziente. I ricercatori inoltre hanno scoperto che un aumento dell’indice di massa corporea si associa ad un incremento del rischio di sviluppare la Psoriasi, nonché ad un aumento della gravità dei sintomi. Non a caso l’obesità può fornire la spinta necessaria a scatenare la Psoriasi nelle persone già predisposte; questo perché le cellule adipose secernono citochine, ovvero proteine che possono innescare l’infiammazione. Quindi effetti positivi sulla patologia possono partire anche dalla dieta, per esempio una dieta a basso contenuto calorico può migliorare i sintomi della Psoriasi nei pazienti in sovrappeso. Le linee guide di questa dieta prevedono il consumo di verdura, frutta, cereali integrali, legumi e carni magre, fonti di molecole anti- infiammatorie che contrastano quindi la natura infiammatoria della patologia. Pertanto si sconsiglia il consumo di cibi ad alto contenuto di grassi saturi ed idrogenati, alimenti raffinati e zuccheri semplici aggiunti.

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